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Quattro fari siciliani in concessione per 50 anni
Progetti per Favignana, Augusta e Capo d'Orlando

Marta Silvestre

Cronaca – Si è chiusa la terza edizione del bando Valore Paese-Fari, il progetto che permette ai privati di prendere in gestione e riutilizzare gli edifici di proprietà dello Stato pensando alla loro fruibilità pubblica e a un contributo allo sviluppo locale sostenibile. L'unico per cui non sono state fatte proposte è quello di Riposto. Guarda le foto

Sono 23 le proposte arrivate per la terza edizione del progetto Valore Paese-Fari destinato al recupero e il riuso di nove fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato, strutture di pregio storico e paesaggistico situate da nord a sud lungo le coste italiane. Di queste quasi la metà, undici per la precisione, riguardano quattro fari siciliani. Si tratta del Faro di Capo Santa Croce ad Augusta in provincia di Siracusa, di quello di Punta Marsala sull’isola di Favignana in provincia di Trapani, di quello di Capo d’Orlando a Messina e del Faro Punta Omo Morto a Ustica in provincia di Palermo. Mentre nessuna è arrivata per il Faro di Riposto a Catania che, costruito nel 1911, fu consegnato alla Marina Militare ed è per questo circondato da un muro di cinta, sviluppandosi su due piani con una copertura a cupola a protezione.

Faro di Punta Marsala sull'isola di Favignana - Trapani

Faro Punta Omo Morto a Ustica - Palermo

Faro di Capo d'Orlando - Messina

Faro di Capo Santa Croce ad Augusta - Siracusa

Faro di Riposto - Catania

Quattro idee sono invece le offerte arrivate per il Faro di Capo Santa Croce ad Augusta, in provincia di Siracusa, costruito nel 1859 su un promontorio roccioso di calcare bianco che si allunga sul mar Ionio per circa 200 metri. «Tutte le società che hanno partecipato al bando sono siciliane», spiegano a MeridioNews dall'Agenzia del Demanio precisando che, almeno per il momento, non è possibile avere indicazioni più specifiche in merito alle proposte che sono state accolte ma che devono ancora essere contrattualizzate. I progetti per la concessione del Faro megarese sono arrivati da una società che opera nel campo dei trasporti marittimi e del disinquinamento marino, da una operante nel settore alberghiero, da un raggruppamento di imprese che si occupa di locazioni nel settore immobiliare e, infine, ha presentato la propria proposta anche un imprenditore del settore edile-commerciale.

Per gli edifici in gestione a Difesa Servizi Spa - società del ministero della Difesa che, insieme all'Agenzia del Demanio gestisce i bandi per le concessioni - le offerte sono state tre per il Faro Punta Marsala sull’isola di Favignana, altrettante per il Faro di Capo d’Orlando a Messina e una per il Faro Punta Omo Morto a Ustica in provincia di Palermo. Le proposte sono arrivate tutte da società a responsabilità limitata e riguardano esclusivamente l'aspetto turistico-ricettivo a livello imprenditoriale, anche se ogni progetto deve avere una valenza culturale. Date le dimensioni delle strutture in concessione, è probabile si tratterà di bed & breakfast. Per il prossimo step del bando, che permetterà di conoscere nello specifico le proposte e il valore economico assegnato, bisognerà attendere almeno fino all'inizio della stagione estiva.

«La Sicilia è la regina di questo progetto destinato al recupero e al riuso di edifici costieri di proprietà dello Stato», dicono infatti dall'Agenzia del Demanio, comunicando che è stato avviato l'esame delle offerte relative ai bandi di concessione fino a 50 anni che, pubblicati lo scorso 3 ottobre, si sono chiusi il 29 dicembre. Il criterio di valutazione delle proposte sarà quello «dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con l'attribuzione di un punteggio pari al 70 per cento per gli elementi tecnico-progettuali e al 30 per cento per gli aspetti economici». La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi anche qualitativi come le soluzioni di rifunzionalizzazione delle strutture, la fruibilità pubblica, il contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture attraverso una rete di servizi e attività condivise. Le strutture potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali.