Vucciria, riqualificazione del quartiere stenta a partire «Abbiamo tolto la musica, ora Comune tolga la polizia»

I numerosi incontri tra cittadini e amministrazione che sono nati in diverse zone della città hanno come scopo principale quello di riuscire a intraprendere percorsi virtuosi e di diminuire la distanza tra chi abita un quartiere e chi lo amministra. Quartieri come la Vucciria, dove ieri si è riunito nuovamente il comitato composto da residenti, esercenti e ambulanti, oggi convinti che l’intesa con l’amministrazione comunale stenti a partire e a diventare fruttuosa. È questa la sensazione che si ha partecipando all’incontro: il comitato conta molto sull’appuntamento di giovedì 10 maggio con il sindaco Orlando, mentre già da domani proverà anche a incontrare il questore Renato Cortese per chiedere che venga tolto il presidio di camionette e di poliziotti che tutte le sere si posteggia a piazza Caracciolo e a piazza Garraffello.

Lo storico mercato della carne, che in Vucciria ricalca il suo nome sul termine francese boucherie che vuol dire proprio macelleria, da diversi anni ha cambiato volto. Ma di fatto dagli anni Novanta in poi una lenta ma incessante morìa ha portato quasi alla scomparsa del mercato diurno, le tante bancarelle colorate cariche di frutta e verdura si sono ridotte a poche e sparute saracinesche, mentre imperversano i locali notturni e la musica ad alto volume fino a tarda notte. Diverse anime si incontrano e si scontrano su quelle balate ormai asciutte, da un lato ci sono i professionisti e la famosa cordata di imprenditori che vuole cambiare volto al rione ristrutturando palazzi, mentre dall’altro c’è l’anima popolare di chi per quelle vie c’è nato e cresciuto da generazioni, quella di chi aveva il papà o il nonno col banco di frutta, un banco adesso trasformato in un pub al servizio della movida.

Trovare una sintesi tra queste diverse anime potrebbe sembrare impossibile, eppure i commercianti giurano che in quest’ultimo periodo la situazione sia cambiata: «Non capisco perché in questo momento di transizione e contrattazione con le amministrazioni, noi abbiamo tolto la musica ma il Comune non toglie le camionette», dice Piero Sutera della Taverna Azzurra, storico locale della Vucciria, che aggiunge: «Anche noi vogliamo cambiare assetto qui, però questi continui controlli non ci aiutano e scoraggiano la clientela». D’altro canto, a sentire i residenti, pare che in Vucciria fosse diventato impossibile dormire, soprattutto per via della musica a tutto volume fino alle sei del mattino che un tempo rendeva invivibile la zona. Da qui la risposta dell’amministrazione di militarizzare il quartiere per impedire da un lato i volumi eccessivi e dall’altro lo spaccio di droga. Adesso quasi ovunque la musica viene staccata intorno alla mezzanotte. Fanno eccezione solo alcuni locali della via dei Cassari e qualche pub della via Chiavettieri dove si canta al karaoke fino a notte fonda. Tra i residenti c’è anche chi è convinto che se le camionette non ci fossero, tornerebbe la musica insostenibile.

Tra i tanti percorsi di riqualificazione intrapresi, uno dei più complicati sembrava essere quello per recuperare il mercato del riuso a piazza San Saverio a Ballarò, eppure lì è partito un percorso di regolarizzazione. Malgrado le difficoltà, c’è stata la volontà da parte di tutti di migliorare e di rendere più attrattivo un mercato ormai conosciuto (nel bene e nel male) in tutta Europa. Il comitato Vucciria giovedì 10 presenterà al sindaco e alla giunta un documento col quale avanzerà alcune proposte per il rilancio del mercato storico, sulla stessa scia di quanto già in atto a Ballarò.

Il documento prevede l’approvazione del Rum (Regolamento unico dei mercati), la creazione di eventi culturali e di uno sportello per il turismo, agevolazioni per le botteghe storiche e la concessione del suolo pubblico, riconoscimento e categorizzazione delle attività ambulanti, l’apertura di uno sportello Suap, la riqualificazione del Palazzo delle Finanze. E ancora più parcheggi, wifi gratuito, sistemazione dell’illuminazione pubblica, una sede per il comitato, un centro aggregativo, segnaletica stradale per il mercato e cestini per la raccolta dei rifiuti. Un percorso tanto ambizioso ed esigente quanto, forse, ricco di ostacoli. Si spera che tutte le fasce di popolazione che vivono nel rione trovino presto un buon modo per abitare tutti insieme.


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