Va in scena la Notte dei libri viventi Presentato MultiEtna, il giornale dei migranti

Una biblioteca vivente, il concerto di un cantastorie siciliano, uno spettacolo di commedia dell’arte itinerante, tanti laboratori di collage e scrittura creativa e la presentazione di un giornalino interculturale. Il tutto illuminato dalle fiaccole, impreziosito da mazzi di fiori di campo e concentrato in una piazza del centro storico di Catania. E’ questa la ricetta della Notte dei libri viventi che si è svolta ieri sera in piazza Asmundo, attigua a via Crociferi. L’evento, alla sua prima sperimentale edizione, è stato organizzato dal Comitato territoriale Arci Catania «con la voglia sincera di riscoprire l’ascolto e di far rivivere il territorio, nello specifico quest’area bellissima ma poco conosciuta dalla cittadinanza», ha spiegato Giulia Denaro, dello staff organizzatore dell’evento.

L’idea di realizzare una manifestazione incentrata sul tema della condivisione della cultura è nata durante una delle riunioni settimanali del comitato. «Cercavamo uno strumento funzionale a raccontare storie che altrimenti sarebbero rimaste nell’anonimato e la forma della libreria vivente – la human library – ci è sembrata perfetta perché prevede un coinvolgimento totale del pubblico», ha specificato Denaro.

L’evento ha fatto registrare una grande partecipazione di curiosi, molti dei quali attirati dai festoni posti all’ingresso di via San Benedetto, di fronte alla scalinata Alessi. Al pubblico è stata offerta un’ampia varietà di attività, molte delle quali tagliate su misura di bambino. Nel pomeriggio lo spazio è stato riservato alla pratica dello storytelling. Alcuni scrittori emergenti hanno intrattenuto i sopraggiunti con racconti di profezie e oracoli, di amori disattesi e di rivoluzioni popolari in Paesi lontani. E ancora hanno narrato di miti e leggende della Sicilia in età arabo-bizantina e normanno-sveva, e di astrologia. Presente in piazza Asmundo anche una sezione dedicata ai cantastorie di tarocchi. Una di queste è stata coordinata da Antonella Messina che ha affermato: «La magia delle carte sta nella risonanza che si crea tra gli animi umani e nel fatto che esse permettano di raccontare qualcosa di ognuno di noi, innestando sempre un dubbio». Tra gli scrittori più ricercati c’è stato Francesco Pettinato. Due i suoi racconti presentati al pubblico e incentrati rispettivamente sui temi della purezza e dell’impurezza. «Stasera si respira un’atmosfera da Medioevo ed è bellissimo», ha commentato entusiasta Pettinato.

L’evento culturale organizzato dall’Arci Catania è stato anche l’occasione per presentare al pubblico il numero zero di un giornalino – dal titolo MultiEtna – in cui a scrivere sono immigrati che ormai vivono a Catania. «Il trimestrale nasce con l’obiettivo di dare voce ai migranti, cercando di sensibilizzare la gente comune all’idea che dietro lo sbarco di quelli che chiamano “clandestini” ci sono anche storie di persone che vale la pena ascoltare», spiega il direttore responsabile Chiara Grasso. Il progetto affonda le radici nell’assidua frequentazione di un gruppo di immigrati ai corsi lingua italiana e alle altre attività di volontariato organizzate dall’Arci. «Abbiamo pensato che fosse giusto dare voce a chi una voce non ce l’ha», ha affermato Grasso. Nel numero di avvio si trova un articolo di cronaca cittadina scritto in italiano da un ragazzo afghano, il racconto personale di un giovane indiano incentrato sul suo rapporto con la madre e anche una storia scritta in arabo da un uomo del Marocco su un personaggio della tradizione popolare simile a Giufà.

Nella serata spazio anche a Peppino Castello, cantastorie siciliano da 34 anni, originario di Monte Rosso Almo negli Iblei, e allo spettacolo di commedia dell’arte intitolato Gammazita in love – già di scena in piazza Federico di Svevia – e coordinato da Marzia Ciulla. Dal comitato Arci promettono: «Faremo di tutto per riproporre anche in futuro l’appuntamento con la Notte dei libri viventi».


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