Non campeggiano solo sui muri di Catania e provincia ma, da qualche mese, si trovano anche in giro per il mondo. I manifesti del mago Giusa sbarcano prima su Facebook e poi arrivano in Cina, Giappone, Thailandia, Sud Africa. Suscitando non poca curiosità tra chi lo ricorda come personaggio iconico degli anni ’90 e si […]
Muraglia Cinese
I manifesti del Mago Giusa in tutto il mondo: chi c’è dietro il viaggio dalla Cina all’Africa
Non campeggiano solo sui muri di Catania e provincia ma, da qualche mese, si trovano anche in giro per il mondo. I manifesti del mago Giusa sbarcano prima su Facebook e poi arrivano in Cina, Giappone, Thailandia, Sud Africa. Suscitando non poca curiosità tra chi lo ricorda come personaggio iconico degli anni ’90 e si chiede se possa davvero lavorare ancora. E per di più online. Ma dietro la nuova popolarità del cartomante 80enne – e in pensione – c’è una linfa più giovane. Nata dalla curiosità artistica, continuata per gioco tra amici e diventata virale sui social.
Chi c’è dietro la nuova diffusione dei manifesti
Negli anni ‘80, in Sicilia, molte tv locali a carattere commerciale ospitavano maghi e venditori di vario genere, con un tocco di folklore per bimbi e adolescenti dell’epoca. Il marketing pubblicitario passava attraverso riviste e cartellonistica, che hanno invaso ogni strada fino alla caduta di Vanna Marchi. Eppure i manifesti del mago Giusa continuano a spuntare ovunque da 40 anni, anche in nuove location. Anche le stampe che col tempo si deteriorano sembrano rigenerarsi. Partendo da questo strano e curioso fenomeno, il fotografo Giuseppe Guarrera ha cominciato un lavoro di catalogazione delle locandine del mago Giusa che trovava in giro. Fino al salto di qualità: «Ho aperto una pagina Facebook dedicata e ho postato le foto che avevo fatto – racconta a MeridioNews -. Poi ho cominciato a stamparle e usarle per delle installazioni artistiche che ho realizzato a Milano, Lione e Acireale».
Da Acicastello alla Muraglia cinese
L’opera più discussa, però, è stata quella realizzata in un casotto abbandonato ad Aci Castello, che Guarrera ha interamente ricoperto di manifesti del mago Giusa. «In questo caso ci sono stati dei sentimenti contrastanti – spiega il fotografo -. Alcuni hanno considerato l’operazione un po’ esagerata, nonostante il casotto sia devastato, e molti hanno staccato i manifesti. Chi perché indignato e chi per tenerli con sé». Lanciando, però, una moda tra gli amici: portare con sé, in ogni viaggio, un manifesto del mago Giusa per fotografarlo in giro. «Da lì hanno cominciato a farlo anche tante altre persone – racconta Guarrera -. Si è creata una piccola nicchia di attacchini del mago Giusa». Ed è in questo modo che il manifesto è arrivato pure sulla Muraglia cinese, sul monte Fuji e a Capoverde.
La rinnovata popolarità del mago Giusa
Una nuova ondata di popolarità che non è sfuggita al mago Giusa in persona. «L’ha presa abbastanza bene – riferisce ancora a MeridioNews il fotografo Guarrera -. Dopo una diffidenza iniziale, sono andato a trovarlo e ho avuto l’opportunità di conoscere anche la sua famiglia. Hanno capito che lo spirito del progetto non vuole mortificare il mago né esaltarlo. A me interessa la veste grafica del suo manifesto e il suo impatto visivo, non la sua attività». D’altronde, proprio qualche mese fa, il mago Giusa è andato in pensione, rendendo il giro del mondo della locandina solo un gioco, senza ritorno economico. «Quando mi ha conosciuto era incuriosito – spiega il fotografo -. Forse si chiedeva chi fosse questo pazzo che stampa i suoi manifesti e li attacca in giro per il mondo. Per me sono particolari perché non seguono delle particolari regole grafiche. Sono un po’ maccheronici». Ma d’effetto da generazioni.






