«Università, servono fondi per ricerca e formazione»

573 anni accademici. L’università di Catania è considerata uno degli atenei più antichi nel panorama nazionale, eppure i problemi che vengono elencati nel discorso inaugurale del rettore Antonino Recca sono più che mai attuali, dovuti ad una politica che ha tagliato molti fondi alla ricerca e alle università. «Ricordo che quando, nel dicembre 2006, era in discussione la legge finanziaria per il 2007, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane intervenne con una dura protesta, perché era venuta a conoscenza di provvedimenti tali da penalizzare pesantemente i bilanci universitari, considerando “chiusura e sordità nei confronti delle esigenze anche di sopravvivenza delle Università” la prospettiva di una riduzione dei finanziamenti». Oggi, con la crisi del governo e con una legge che ancor più mette in ginocchio l’università «c’è il rischio che il sistema universitario venga ulteriormente penalizzato, quando invece, nella consapevolezza di quanto siano importanti ed urgenti gli interventi, è necessario investire presto a favore della formazione superiore e di eccellenza, della ricerca scientifica, della cultura, della formazione di base dei giovani».

Il discorso del Rettore non si discosta molto da quello tenuto durante l’assemblea d’Ateneo di martedì scorso, se non per l’inserimento dei successi ottenuti quest’anno: la creazione dell’ufficio di counseling psicologico ad opera del Centro di orientamento e formazione, le attività svolte dal CinAP, le collaborazioni con i vari enti territoriali, una politica di valorizzazione del personale precario.

Il punto successivo riguarda l’edilizia: «Si sta procedendo, nel caso di cofinanziamento da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, all’acquisto e alla ristrutturazione di quattro nuove residenze per studenti, dalle quali si otterranno 276 posti-letto entro il 2009 ed altri 276 entro il 2010, nonché spazi comuni, mense ed impianti sportivi destinati agli studenti e al personale dell’Ateneo», prosegue l’ex preside di Ingegneria. «A ciò si aggiunga l’open space, al quale si sta provvedendo, per aule didattiche e di studio, per la multimedialità, per le segreterie degli studenti, per la televisione di Ateneo».
Infine, nei prossimi tre anni dovrebbero essere realizzati i lavori di costruzione della Torre biologica, «a costituire il Polo medico-biologico più grande dell’Italia meridionale come Centro di ricerca».

L’università, definita in passato da Recca una “macchina pachidermica”, deve far fronte ad un elevato numero di iscritti (quest’anno se ne contano 66.844), di cui quasi la metà è fuori corso. Il corpo docente, invece, è composto da un totale di 1.641 unità, per un rapporto docente – studente molto elevato: «40,8, senza considerare le molteplici attività didattiche, a Catania e nelle sedi decentrate, per le quali ciascuno di loro, per carico didattico e per supplenze, è impegnato in diversi insegnamenti».

Prima di dichiarare ufficialmente aperto l’anno accademico 2007–2008, il Rettore si rivolge direttamente alle autorità nazionali e locali per chiedere «di farsi carico del problema Università, provvedendo a dotare gli atenei delle risorse delle quali hanno urgente bisogno per realizzare pienamente ciò che è utile e fondamentale per il futuro del nostro Paese: la miglior formazione delle giovani generazioni, la ricerca scientifica, la cultura, l’occupazione, la produttività e la competitività, che stanno alla base dello sviluppo sociale ed economico».

L’intervento successivo è affidato a Pieremilio Vasta, rappresentante del personale tecnico–amministrativo. Per la prima volta a questa categoria viene concesso di intervenire durante la cerimonia di inaugurazione. L’accento è posto soprattutto su quella che viene definita “una svolta culturale” nei rapporti tra l’Ateneo e i suoi dipendenti, con un elenco delle conquiste ottenute: «raddoppio del voto ponderato del personale tecnico e amministrativo per l’elezione del rettore; “protocollo sulla stabilizzazione del precariato”, che ha reso giustizia e creato slanci; regolamenti per le progressioni di carriera; appropriata definizione in bilancio dei fondi contrattuali; rilievo assunto dalle relazioni sindacali».
 
Il discorso del senatore accademico Antonio Iuculano punta soprattutto sulle perplessità derivate dal momento difficile che l’università vive. «A nostro avviso, didattica, strutture e servizi sono i tre punti cardine su cui si deve fondare un mondo universitario adeguato, con al centro lo studente, motore preponderante di tutto il sistema». Gli studenti, dunque, devono essere considerati “più che utenti o clienti dell’università”, in quanto protagonisti della loro formazione, nella quale investono tempo, fatica e denaro. La situazione problematica delle facoltà che si trovano nel centro storico è la questione posta in conclusione dal rappresentante che auspica una soluzione in breve tempo.
 
La prolusione del preside della facoltà di Giurisprudenza, Luigi Arcidiacono, chiude la cerimonia per poi fare spazio all’intervento del presidente del Senato della Repubblica Franco Marini. La lectio del professore Arcidiacono ha come tema “Legge elettorale e referendum abrogativo”, un argomento tanto attuale quanto ostico. A tal proposito Franco Marini ha sottolineato quanto sarebbe stato importante riformare la legge elettorale prima delle elezioni, visto il reale pericolo di «tornare alla stessa situazione politica precedente, soprattutto in Senato».
 
Nell’intervento conclusivo, affidato proprio al presidente del Senato, si condividono le ansie e le critiche espresse dal rettore Antonino Recca: «Il nostro Paese deve, senza dubbio, incrementare l’acceleratore degli investimenti sia nella ricerca di base che nella ricerca applicata, che – secondo gli obiettivi europei – dovrebbero arrivare nel 2010 al 3% del Pil, mentre oggi sono ancora all’1%». Infine il senatore si rivolge ai giovani che «devono inserirsi più stabilmente nella società: a tal fine si deve combattere il dilagante precariato del lavoro».

 

Link utili:

Il discorso inaugurale del rettore Antonino Recca

Il discorso del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Pieremilio Vasta

Il discorso del rappresentante degli studenti Antonio Iuculano

La prolusione “Legge elettorale e referendum abrogativo” di Luigi Arcidiacono – preside della facoltà di Giurisprudenza

L’intervento del presidente del Senato della Repubblica Franco Marini


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