Una motocicletta come tesi di laurea, 110 e lode «Sono partito da un motore Ducati e una forcella»

Si è laureato in Disegno industriale alla facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, portando come tesi di laurea una motocicletta da lui realizzata. È la curiosa storia di Walter Castrogiovanni, 22enne di Lipari, che ha sorpreso professori e studenti con la sua inusuale creazione battezzata Valchiria. E l’originalità del progetto è stata premiata dalla commissione: Castrogiovanni si è infatti laureato con 110 e lode.

I fatti risalgono allo scorso 21 ottobre, ma la notizia sta circolando sulle cronache nazionali e regionali solo nelle ultime ore. «Sono meravigliato di tanto clamore – spiega Castrogiovanni a MeridioNews -. Non mi aspettavo che la mia storia suscitasse tutto questo interesse anche perché, dopo aver conseguito la laurea, non ho avuto più rapporti con l’Università, così come accade per tanti studenti che completano il percorso di studi».

Dietro al progetto c’è un impegno costante e la voglia di sognare che non deve mai mancare ad un ragazzo di vent’anni. «Fin da piccolo il mondo dei motori mi ha sempre affascinato – spiega il neolaureato -, ho trascorso tante notti a disegnare cercando un’idea innovativa su cui investire e fortunatamente è arrivata. Ho iniziato praticamente da zero procurandomi un motore Ducati da un amico e una forcella. Dopo due anni di duro lavoro ho realizzato un prototipo di motocicletta che spero possa portarmi lontano». E dal progetto alla laurea il passo è stato breve. «Quando ho proposto al mio relatore l’idea sfruttare la mia creazione per la tesi di laurea ho notato parecchio stupore sul suo volto, ma ha poi deciso di affiancarmi in questo esperimento assolutamente inedito e così ho portato la moto alla seduta di laurea insieme ai disegni progettuali».

E l’idea sembra essere di quelle vincenti. «Il mio progetto – spiega il ragazzo – è rivolto alle case produttrici per creare modelli con telai diversi per soddisfare le varie esigenze della clientela. Ho dunque rielaborato un sistema già esistente da cui è possibile ricavare un veicolo pluriconfigurabile. Il telaio standard, infatti, potrebbe essere personalizzato con l’utilizzo di vari tipi di sospensioni che ne modificherebbero l’assetto. Una prassi simile avviene già nella produzione automobilistica».

Acquisita la laurea, Walter pensa adesso all’avvenire. «Mi piacerebbe conseguire un master di specializzazione, ma per farlo dovrò purtroppo andare via dalla Sicilia. Nelle settimane scorse ho ricevuto varie proposte lavorative, ma sto ancora cercando quella giusta. Il mio sogno sarebbe quello di commercializzare un prodotto con delle caratteristiche uniche per una clientela d’elite. Spero di realizzarlo e magari di poter tornare a lavorare nella mia terra».


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