La detenzione prevede un percorso di recupero sociale ed educativo, che non può essere attuato all’interno di una struttura carceraria non adeguata. L’Ucciardone di Palermo è un carcere vecchio e fatiscente, che ha già diverse sezioni chiuse perché non sono più agibili. Ma non soltanto questo ha raccontato ai microfoni di MeridioNews una delegazione della […]
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Ucciardone di Palermo, Nessuno tocchi Caino: «Fogne a vista in cucina, situazione mai vista»
La detenzione prevede un percorso di recupero sociale ed educativo, che non può essere attuato all’interno di una struttura carceraria non adeguata. L’Ucciardone di Palermo è un carcere vecchio e fatiscente, che ha già diverse sezioni chiuse perché non sono più agibili. Ma non soltanto questo ha raccontato ai microfoni di MeridioNews una delegazione della Camera Penale di Palermo, dell’associazione Nessuno tocchi Caino e del Movimento Italiano per i detenuti, in visita negli istituti penitenziari palermitani.
«Anche la nona sezione deve essere chiusa – dichiara Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino -. Perché lì dentro non c’è il rispetto minimo della dignità umana non soltanto di chi è privato della libertà, ma anche del personale di polizia penitenziaria che ci lavora. C’è molta sporcizia, ci sono stati episodi di violenza e mancano pure gli sgabelli per sedersi».
«È necessario sottolineare l’indecenza e l’oscenità di questo carcere che ha la fogna a vista in cucina. Una cosa che nella mia lunga esperienza non avevo mai visto – riferisce Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino -. Nonostante sia stato segnalato più volte, questo problema permane e perdura. Saremo costretti a fare un esposto in procura, perché non è possibile che l’Asp permetta una situazione del genere».