«Invito i ragazzi a non andare a scuola. Stiamo predisponendo l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole», così il sindaco di Catania, Enrico Trantino, in un video pubblicato su Facebook. Una scelta condivisa da diversi primi cittadini etnei e direttamente collegata alla scossa di terremoto che si è registrata questa mattina alle 7.05 con epicentro […]
Terremoto nel Catanese: i sindaci chiudono le scuole, danni a Ragalna
«Invito i ragazzi a non andare a scuola. Stiamo predisponendo l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole», così il sindaco di Catania, Enrico Trantino, in un video pubblicato su Facebook. Una scelta condivisa da diversi primi cittadini etnei e direttamente collegata alla scossa di terremoto che si è registrata questa mattina alle 7.05 con epicentro a Ragalna, in provincia di Catania. Dove diverse case e strutture pubbliche hanno subito dei danni: da profonde crepe nei muri al crollo di tetti e calcinacci. Anche nella chiesa di Santa Barbara.
Le informazioni sul sisma e i danni
L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha localizzato il sisma di magnitudo 4.5, con epicentro a Ragalna, a una profondità di quattro chilometri. Rilevate anche numerose scosse di assestamento successive: circa due minuti dopo la principale una scossa di magnitudo 2.7, e almeno una quindicina di minore intensità – tra 1.2 e 2 – nelle ore successive. A causare il terremoto sarebbe stata, «molto probabilmente, la faglia Calcerana – spiega il capo della protezione civile regionale, Salvo Cocina – e altre faglie note e censite negli studi di microzonazione sismica di terzo livello. Che si confermano avanzati e attendibili». La protezione civile si è già attivata a Ragalna, dove Cocina conferma crolli di muri e tetti, specie in case disabitate e già strutturalmente compromesse.
Il controllo delle scuole
«La scossa ci invita ad essere estremamente cauti e a predisporre gli opportuni controlli negli edifici scolastici – spiega Enrico Trantino -. In mattinata stessa verrà controllata la condizione delle scuole per capire se ci sono problemi da affrontare». I tempi stretti, tuttavia, hanno generato confusione, con alcuni alunni che si trovano già all’interno delle scuole e altri che rimangono nelle vicinanze. Una decisione, quella dello stop alle lezioni, presa da diversi sindaci dell’area: a Belpasso, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, Aci Castello, Biancavilla e Mascalucia, Aci Catena.




