Tangenti all’Asp di Palermo: la Samot prende le distanze da Lupo e dalla vicenda giudiziaria

È una storia torbida quella delle tangenti all’Asp di Palermo, soprattutto perché ha coinvolto anche il servizio di cura e supporto per i malati terminali, scatenando un moto di indignazione tra la cittadinanza e le istituzioni. I protagonisti dello scambio di mazzette dento bomboniere, biglietti e simili, sono il commercialista Mario Lupo, presidente della Samot e della Adi 24 scarl, due onlus che si occupano di assistenza domiciliare ai malati terminali di tumore e di cure palliative, e Francesco Cerrito, dirigente dell’Asp di Palermo. Entrambi, nelle precedenti ore, hanno confessato i reati che gli sono stati contestati e firmato le proprie dimissioni da tutti i loro incarichi.

La Samot si dissocia dall’ex presidente

La Samot prende intanto fermamente le distanze dall’ormai ex presidente Mario Lupo e dalla vicenda delle tangenti all’Asp di Palermo tramite un comunicato stampa in cui scrive: «L’associazione si dichiara totalmente estranea a qualsiasi condotta illecita eventualmente posta in essere a titolo personale dall’ex presidente della Samot. Ribadisce, inoltre, che tali comportamenti, se confermati, non rispecchiano in alcun modo i valori, l’etica e la missione che da sempre contraddistinguono l’azione della Samot. Esprimiamo fiducia nell’operato della magistratura, nella convinzione che verrà fatta luce su ogni responsabilità
individuale.
Nel contempo, Samot si riserva di tutelare in ogni sede la propria immagine e il
proprio operato, a garanzia della trasparenza e del rispetto della legalità che la caratterizzano da
oltre trentotto anni».

Giorgio Trizzino, fondatore Samot

Distanza anche dalla vicenda delle tangenti all’Asp di Palermo

I membri dell’associazione per le cure palliative hanno espresso, inoltre, amarezza per alcuni recenti articoli di stampa, che hanno ipotizzato l’esistenza di illeciti nella gestione delle attività assistenziali dell’associazione. «Samot respinge nel modo più assoluto qualsiasi accusa o allusione che la colleghi a pratiche scorrette o a irregolarità – scrivono ancora dalla Samot -, come trasfusioni improprie, emissione di fatture ingiustificate o utilizzo di materiali scaduti. Tali accuse, seppur diffuse con clamore mediatico, non trovano alcun fondamento nei fatti riportati e non coinvolgono in alcun modo la struttura gestionale e operativa dell’Associazione».


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