Sulla sparatoria di Macerata Orlando contro Salvini «Per chi giustifica razzismo limite a libertà di parola»

«C’è un limite alla libertà di parola, quando un politico commenta un tentato omicidio per di più a sfondo razziale giustificando l’attentatore piuttosto che esprimendo solidarietà con le vittime. In tanti hanno sottovalutato il ritorno dei fascismi e confuso la democratica libertà di espressione e azione politica con l’impunità di comportamenti che sono e restano solo criminali». 

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando prende posizione sul raid razzista che ha sconvolto l’Italia. Il 28enne fascista Luca Traini, che ha gettato nel panico il Comune marchigiano sparando alcuni colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri, ha un passato da candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia.

E forse proprio per questo il segretario del partito Matteo Salvini aveva in un primo commentato, subito dopo l’arresto del giovane (il post ora è scomparso dalla pagina Facebook … ndr), che «chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle» e che in ogni caso «è chiaro ed evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale». Parole già condannate in lungo e largo, compreso il primo cittadino della città che ama definire la capitale dell’accoglienza


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