Spaccio di droga e furti in appartamento Sgominate due bande nel Messinese

Due bande dedite allo spaccio di droga e ai furti in appartamento, nel Messinese, sgominate in un solo giorno, nell’ambito dell’operazione Gioia. Ventitré provvedimenti cautelari in tutto, quelli disposti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Nella mattinata di oggi, 19 marzo, sono stati i militari del nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Messina, in collaborazione le Compagnie dello stesso capoluogo, Barcellona Pozzo di Gotto, Falcone, Siracusa, Caltagirone e Termini Imerese, a dare esecuzione a 21 dei 23 provvedimenti cautelari emessi per violazione della normativa sugli stupefacenti e per reati contro il patrimonio. Due dei destinatari dei provvedimenti non sono stati ancora trovati. Alcuni degli arrestati sono indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 

Favoriti dai carabinieri di Rometta, gli arresti di oggi costituirebbero lo sviluppo dei riscontri investigativi emersi nel 2008 durante una precedente indagine, finalizzata alla cattura dei fratelli Mignacca, allora latitanti e poi catturati nel novembre 2013. Proprio da alcune conversazioni telefoniche sarebbe emerso un fiorente traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Messina. Al vertice del sodalizio, attivo nella fascia tirrenica, ci sarebbe Carmelo Montrone che, aiutato dal fratello Daniele e da Domenico La Macchia, pare si rifornisse di panetti di hashish, da 100 grammi l’uno, da Redouane Rahbib

Quest’ultimo, marocchino, in almeno due occasioni sarebbe stato coadiuvato dallo zio Rachid Charfi, che deteneva le chiavi dell’edificio in cui venivano nascosti i panetti. Francesco Sidoti e Sebastiano Famà sarebbero state le staffette impiegate per non incorrere in posti di blocco delle forze dell’ordine. 

I carabinieri avrebbero identificato pure una seconda organizzazione, a Messina, alla cui testa ci sarebbe Lucio Mazza. Al suo fianco, il fratello Daniele e Angelo Conti, oltre ad Angelo Aspri, già noto alle forze dell’ordine. Aspri sembra si avvalesse, a sua volta, del supporto del nipote Giuseppe Astuto e di Nunzio Corridone, Antonino Casablanca – detto Topolino – Giacomo Pulejo e Pasquale Erba. Gli arrestati, sempre secondo gli inquirenti, trattavano hashish ed eroina. Sono stati sequestrati circa 250 grammi di hashish. Le indagini avrebbero consentito di far luce, parallelamente, su alcuni furti in abitazione commessi nel Barcellonese e nel Milazzese da cittadini marocchini in concorso con italiani, alcuni dei quali minorenni.

Dei 23 provvedimenti cautelari, 14 prevedono la custodia in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Sono finiti in carcere Redouane Rahbib, 26enne nato a El Fokra Khouribga (Marocco), residente a Barcellona Pozzo di Gotto; Carmelo Montrone, 27enne di Messina, residente a Falcone; Domenico La Macchia, 35enne di Barcellona Pozzo di Gotto, residente a Falcone; Rachid Charfi, 26enne marocchino, residente Barcellona Pozzo di Gotto; Lucio Mazza, 24enne messinese; Angelo Conti, pure lui 26enne di Messina; Daniele Mazza, 21enne, sempre di Messina; Angelo Aspri, 31enne di Messina, già detenuto per altri motivi a Gazzi; Giuseppe Astuto, 24enne messinese, già in carcere a Termini Imerese; Nunzio Corridone, 38enne di Messina, anche lui detenuto a Termini Imerese; Antonino Casablanca, 39enne di Messina, detenuto sempre per altra causa a Siracusa; Giacomo Pulejo, 33enne messinese; Pasquale Erba, 48 anni, di Messina, attualmente recluso a Caltagirone. Domiciliari per Mohammed Bahlal, 19enne di Casablanca (Marocco), residente a Barcellona Pozzo di Gotto; Domenico Accetta, 23 anni, nato a Messina ma residente a Falcone; Francesco Sidoti, 29enne di Milazzo, residente a Barcellona Pozzo di Gotto; Sebastiano Famà, 23enne di Messina, residente a Falcone; Fabio Emanuele Lo Bianco, 22enne di Milazzo, residente a Barcellona Pozzo di Gotto; Carmelo Palella, 21 anni, nato a Messina ma residente a Barcellona Pozzo di Gotto; Pietro Quattrocchi, 47 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto; Antonino D’Allura, 21enne barcellonese. 


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