Sosta selvaggia e verde abbandonato Benvenuti al quartiere Borgo-Sanzio

Da viale Vittorio Veneto allo stadio Cibali, da viale Odorico da Pordenone a via Verdi. Più metà di piazza Bonadies e metà di piazza Santa Maria di Gesù. Borgo-Sanzio è il quartiere dei record: il più piccolo delle dieci municipalità catanesi come superficie ma anche quello con la più alta densità di abitanti, circa 50 mila, e la percentuale maggiore di cittadini della terza età. Un quartiere che molti definiscono d’élite e anche quello dove si vota di più. Al suo interno c’è la maggior parte dei servizi della città «che attraggono catanesi di ogni zona», spiega Salvatore Rapisarda, presidente della municipalità in quota Mpa. E alcune delle principali vie d’accesso al centro: via Vincenzo Giuffrida, viale Vittorio Veneto e via Passo Gravina. A Borgo-Sanzio – quartieri diversi ma indistinti dagli stessi abitanti – si trovano poi il 40 per cento delle scuole pubbliche di Catania. «Questa zona non è solo di chi ci abita – sottolinea Rapisarda – ma anche di chi ci lavora e porta qui a studiare i suoi figli». Con un ovvio problema di congestione del traffico. «Ma la gente è anche molto esigente», spiega Giuseppe Picariello, da gennaio dirigente del commissariato di polizia Borgo-Ognina. «Arrivano diverse segnalazioni dai cittadini. Che, giustamente, esigono poi delle risposte».

Traffico e mancanza di centri d’aggregazione per gli anziani. Sembrano essere questi i problemi principali del quartiere. Se è vero che per risolvere il primo sono stati progettati diversi grandi parcheggi – in piazza Verga, piazza Cavour, piazzale Sanzio e al viale Fleming – questi non sono in realtà mai stati realizzati. «Per non dire della sosta a pagamento – spiega Rapisarda – Borgo-Sanzio è la seconda municipalità con più strisce blu dopo il Centro, anche in zone come via Caronda o via Orto dei Limoni dove le attività commerciali sono per lo più last minute, come panifici e macellai». «I miei clienti non possono pagare mezz’ora di sosta per comprare una lattuga – lamenta un fruttivendolo in via Caronda – e allora lasciano la macchina dove capita». Spesso sopra ai marciapiedi o davanti ai garage.

Un problema secondo soltanto al disagio degli anziani del quartiere. Non esiste infatti un centro di aggregazione e tutti si riuniscono nelle piazze, spesso per giocare a carte nei gazebo installati dal Comune. «Ma sono all’aperto. D’inverno, secondo il signor sindaco, come facciamo?», chiede sfottente un giocatore in piazza Cavour. «E soprattutto non ci hanno messo la luce – aggiunge un suo compare di briscola – A una certa ora le carte nemmeno le vediamo più». Chi ce l’ha, l’ha allacciata abusivamente. «Il problema è come sempre culturale: la terza età non viene vista come una risorsa, ma come un problema da risolvere – commenta Emiliano Luca, consigliere di municipalità in quota Pd – Ricordo che negli anni ’90 gli anziani aiutavano i bambini ad attraversare davanti alle scuole o a fare vigilanza nei parchi. Perché adesso non si fa più?».

E sono proprio i più piccoli, insieme ai nonni, a scontare il caos del quartiere. Nella zona esistono diverse aree verdi, ma per la maggior parte ormai vandalizzate o comunque non curate. Come parco Falcone, più noto per gli atti di bullismo e, la notte, per lo spaccio. O la villetta di Vulcania: un problema di degrado già di per sé, «una ferita aperta della città», dice Luca. Lì, una bambinopoli recintata accoglie diversi bambini ma, a poche decine di metri, l’ex centro commerciale ormai chiuso è più frequentato da senza tetto e spacciatori che da minori. Come l’area verde di via Ingegnere, fino a pochi mesi fa, complice la bella stagione, «trasformata in una toilette a cielo aperto», lamentano i condomini del civico tre. Casa di diversi senza tetto della zona che «si lavano e fanno i loro bisogni all’aperto, in pieno giorno», raccontano.

Perché Borgo-Sanzio è anche il quartiere dove forse le diseguaglianze stridono di più. Da un lato c’è il corso Italia, con i suoi negozi e i palazzi della Catania bene. Dall’altro c’è il rione Consolazione-Redentore «dove la gente ha i topi in casa», spiega Rapisarda. Ogni due porte, una ha affisso il cartello Vendesi. In quella zona, accanto a piazza Cavour, molti stranieri convivono insieme ai catanesi. Ma non tutti allo stesso modo. Gli anziani riuniti in piazza dividono tra «quelli buoni», di immigrazione non recente, «e quelli di ora, che si ubriacano e provocano le risse. Ma solo tra di loro», spiegano i residenti. Una forma di razzismo diffusa tra gli stessi stranieri. «Quando sono arrivato, trent’anni fa, i catanesi non erano abituati e c’era persino chi mi ha sputato in faccia – racconta il proprietario del phone center in via Emepedocle, originario dello Sri Lanka – Ma adesso a Catania mi trovo benissimo». «Ai cittadini però non piacciono i nuovi stranieri perché non hanno voglia di lavorare», aggiunge. Un falso problema, secondo Emiliano Luca, «perché, se noi siamo i primi a non rispettare le regole, non possiamo pretenderlo dagli altri».

Un quartiere d’élite quindi dove però non mancano gli esempi negativi. Piazza Lincoln, ormai abbandonata a se stessa, ma per cui è in cantiere da anni un progetto di ripavimentazione e rimboschimento. O la vicina via Leonardo da Vinci – in parte chiusa e utilizzata dalla Circumetnea – ormai diventata una discarica. Problemi vecchi a cui si aggiungono quelli nuovi: ad esempio, la prostituzione alla Circonvallazione. «I residenti si lamentano parecchio – spiega Picariello – Si tratta di ragazze molto giovani e per lo più rumene. Ma sono cittadine comunitarie e la prostituzione non è un reato, quindi noi non possiamo fare molto. Cerchiamo di contenere il fenomeno». In generale comunque, secondo il dirigente, Borgo-Sanzio è «un quartiere apparentemente tranquillo, con delinquenza comune». Una convinzione turbata ogni tanto da casi più rilevanti. L’ultimo, in ordine di tempo, quello sollevato dalla trasmissione di Italia1 Le Iene: una bisca clandestina al piano superiore della sala giochi Vegas, in via Torino, a poche decine di metri dal commissariato. O ancora due omicidi di mafia: uno nel 2009 in via Caronda, davanti al Bingo, e uno due anni prima in via Palazzotto, vicina alla centrale via Etnea.


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