Siracusa, società vendeva acqua non potabile Divieto di dimora per il deputato Ars Gennuso

Per conquistare un seggio all’Ars era riuscito persino a far ripetere le elezioni solo a Pachino e Rosolini, suoi feudi. Adesso Giuseppe, detto Pippo, Gennuso, alla terza legislatura, a casa sua non potrà più metterci piede, colpito dalla misura cautelare di divieto di dimora nel Comune di Pachino. Stessa sorte per Walter Pennavaria, l’amministratore legale del consorzio Granelli. I due sono accusati di truffa aggravata, adulterazione delle acque e frode nell’esercizio del commercio. Secondo la Procura di Siracusa avrebbero venduto liquido non adatto al consumo umano.

Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Tommaso Pagano e coordinate dal Procuratore della Repubblica Francesco Paolo Giordano, sono state affidate al Nictas, il Nucleo investigativo dell’Asp di Siracusa. Secondo l’accusa, Gennuso è l’amministratore di fatto del Consorzio Granelli e della Granelli Gestione Acquedotto srl. Le due società avrebbero attinto l’acqua da un pozzo trivellato in contrada Chiappa, non dalla fonte di cui si parlava nel contratto. 

«Hanno distribuito agli abitanti delle contrade Granelli Chiappa e zone limitrofe a Pachino acqua non idonea al consumo umano – spiega Giordano -, nonostante avessero promesso all’utenza, in occasione della stipula dei contratti di allaccio alla rete idrica, che l’acqua somministrata sarebbe stata potabile poiché proveniente dal vicino acquedotto del comune di Ispica». L’operazione Acque salate è scattata nell’agosto scorso dopo la denuncia di tre residenti. Oltre alle misure cautelari per i due indagati, a causa del rischio di inquinamento delle prove, il gip Andrea Migneco ha disposto il sequestro del pozzo e dell’impianto di distribuzione dell’acqua in contrada Chiappa. 

Gennuso, come ricordato, è deputato regionale dal 2006, eletto per due volte nelle fila del Mpa. Alle ultime elezioni del 2013 è stato il primo dei non eletti a Siracusa per pochi voti, ma ha presentato ricorso. Essendo, però, le schede elettorali andate perse per l’allagamento di una stanza del tribunale, si è tornati alle urne. Ma solo a Rosolini e Pachino. Così, a ottobre del 2014, Gennuso ha ottenuto il seggio a Palermo per la terza volta, scalzando il suo ex collega di partito Pippo Gianni.  


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