Sicilia, una regione con il culo a terra

Mai, nella storia dell’Autonomia siciliana, si è assistito ad una campagna elettorale con una crisi finanziaria come quella che oggi colpisce la Regione.

Lo scenario è desolante. Oggi in tv sono comparsi i cumuli di rifiuti non raccolti ad Agrigento e dintorni. Ma la stessa scena è ormai ordinaria amministrazione anche tra Carini, Capaci e  Villagrazia, a Palermo e in tanti altri posti. Non ci sono soldi per pagare gli operai. Non è esagerato affermare che in mezza Sicilia, grazie alla follia di chi ha inventato gli Ato, la raccolta dei rifiuti è diventato un problema drammatico.

Non parliamo di quello che sta succedendo in tanti comuni dell’Isola, dove non ci sono nemmeno i soldi per pagare i dipendenti. Non  prendiamo in considerazione l’ipotesi della spesa sociale (malati, anziani, dispersione scolastica) completamente sparita.

Se guardiamo al trasporto pubblico locale, c’è da mettersi le mani nei capelli. Ovviamente i primi ad essere penalizzati sono sempre i più poveri e i lavoratori pendolari.

La crisi non risparmia neanche le università. Anzi, per esere precisi, gli Ersu. Quest’anno il finanziamento pari a circa 15 miioni, non èstato erogato. E c’è anche quello che aspetta fondi degli anni passati. Il rischio tutt’altro che remoto è di non  aprire le mense universitarie.

In tutto questo nn possiamo dimenticare le imprese siciliane che aspettano da tempo memorabile il pagamennto di forniture e dilavori eseguit per conto dellamminsitrazone regionale.

La sensazione netta è che il sistema Sicilia sia praticamente collassato.

La stessa situazione finaziaria che si registra al comune di Palermo è indicativa di una situazione, che magari in minore misura, si registra in atri comuni. Anche se nel capoluogo siciliano, si rischia una vera e propria rivoluzione sociale. Basti pensare che oggi-forse unico caso in Italia-si ritrova senza il bilancio 2012 approvato. Fino ad aprile, poco prima del voto, l’allora gestione commissariale, minimizzava i numeri del deficit comunale, lasciando trapelare vocoi circa un ammanco di 100 milioni di euro. Subito dopo le elezioni si è parlato di un buco di circa 457 milioni. Oggi siamo arrivati a 980 milioni, quasi un miliardi di euro.

L’ex sindaco della cittò, Diego Cammarata non ha nulla da dire al riguardo?

Una situazione paradigmatica di una condizione che riguarda tanti enti locali dell’Isola, e che riguarda la stesa Regione siciliana, che, ormai, con puntualità paga solo gli stipendei dei 12 assessori tecnici del governo Lombardo. Si sono avuti ritardi anche per i 90 parlamentari dell’Ars. Che succede?

Negli ultimi i tre anni, in autunno, abbiamo assisstito a manovre di assestamento per trovare  le somme non spese onde fronteggiare i pagamenti. Oggi l’Assemblea è sciolta e in ogni caso no si intravede l’ombra di una manovra: il barile è stato abbondamente raschiato.

Ci chiediamo e chiediamo: il 28 ottobre andremo a votare con l’immonndizia nelle strade, i comuni sull’orlo del crac, i lavorari Gesip asseragliati nei punti strategici dela città, gli autobus fermi e chissà cosa altro ancora?

 


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

L’oroscopo di questa settimana dall’8 giugno 2026 manda messaggi chiari ai segni zodiacali. E parla di romanticismo per i segni d’acqua: Cancro, Scorpione e Pesci. Mentre i segni d’aria – Gemelli, Bilancia e Acquario – osano sempre di più, sotto la spinta del Sole e di Urano. Ne godono anche Ariete e Leone, mentre il […]

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

Negli ultimi anni il settore agricolo ha vissuto una trasformazione profonda. Non solo nei campi, ma nel modo stesso in cui le aziende agricole devono ragionare, seguite da una consulenza altrettanto agile. Chi lavora ogni giorno accanto a queste realtà lo vede chiaramente: produrre bene, oggi, non basta più. Bisogna confrontarsi con energia, sostenibilità economica, […]