Si chiama Controllo di vicinato ed è il protocollo sottoscritto questa mattina tra il prefetto di Siracusa e i sindaci di sette Comuni della provincia. Si tratta, in particolare Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide e Sortino. Uno strumento di prevenzione L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle strategie di sicurezza integrata. Il protocollo per […]
immagine creata con l'intelligenza artificiale
Controllo di vicinato, il modello di «sicurezza partecipata» di sette Comuni del Siracusano
Si chiama Controllo di vicinato ed è il protocollo sottoscritto questa mattina tra il prefetto di Siracusa e i sindaci di sette Comuni della provincia. Si tratta, in particolare Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide e Sortino.
Uno strumento di prevenzione
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle strategie di sicurezza integrata. Il protocollo per il Controllo di vicinato «è finalizzato – si legge in un comunicato – a rafforzare le condizioni di sicurezza urbana e la vivibilità dei territori, attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza». Il progetto, condiviso in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato sviluppato anche a seguito dei recenti episodi di furti e danneggiamenti registrati in alcune aree dei Comuni aderenti. Che hanno evidenziato l’esigenza di implementare ulteriori strumenti di prevenzione e controllo del territorio.
I gruppi di controllo del vicinato
Con la sottoscrizione del protocollo Controllo di vicinato «si consolida un modello di sicurezza partecipata. Fondato sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini, volto a integrare l’azione delle forze di polizia con forme di osservazione diffusa e responsabile». Come viene messo nero su bianco in una nota della prefettura, il fulcro dell’iniziativa è la «costituzione di gruppi di controllo del vicinato, composti da cittadini volontari. Con il compito di segnalare, per il tramite dei coordinatori individuati dalle amministrazioni comunali, situazioni anomale o comportamenti sospetti alle forze di polizia».
La vigilanza passiva dei cittadini
L’attività dei cittadini nel controllo di vicinato si configura esclusivamente come vigilanza passiva. Basata sull’osservazione e sulla tempestiva comunicazione di elementi di interesse, nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali e senza alcuna forma di intervento diretto o iniziativa autonoma. Il protocollo disciplina anche gli impegni delle parti.
Gli impegni delle parti

I Comuni provvederanno alla promozione del progetto, alla costituzione dei gruppi di controllo del vicinato e al raccordo con la polizia locale. La prefettura assicurerà il coordinamento e il monitoraggio periodico dello stato di attuazione del progetto. Le forze di polizia garantiranno periodici incontri per un’adeguata formazione dei coordinatori, fornendo supporto informativo e operativo.
L’iniziativa «mira a rafforzare il senso civico e la coesione sociale. Incentivando la partecipazione attiva dei cittadini e contribuendo ad accrescere la percezione di sicurezza nei territori interessati», si legge ancora nel comunicato. Il protocollo avrà durata biennale, con verifiche periodiche sullo stato di attuazione e la possibilità di estensione a ulteriori Comuni della provincia.