Sicilia, al voto con il vuoto dei programmi

Mentre si vanno riempiendo le caselle per un posto in lista pare che il vuoto si apra nei programmi. Cosa dovrebbe contemplare il programma del candidato alla Presidenza della Regione siciliana per le elezioni del 2012? Saranno capaci di soddisfare pienamente le esigenze dei cittadini?

Partendo dall’industria e attraverso i diversi ambiti di competenza l’impresa si profila quanto più ardua. L’industria, un comparto ormai inesistente in Sicilia, soprattutto nella provincia di Palermo in cui la realtà più forte era la Fiat di Termini Imerese, ha ormai chiuso i battenti e difficilmente sarà riutilizzata. Inizialmente le proposte erano tante ma al momento gli operai sono a casa senza alcuna prospettiva di lavoro né nell’industria né in altri comparti.

L’agricoltura, che potenzialmente potrebbe essere il nostro fiore all’occhiello insieme al Turismo e ai Beni Culturali, viene sottovalutata e spesso non si fornisce alle aziende agricole il giusto sostegno, sul piano burocratico e del rilancio. Infatti non esiste nessun piano per lo sviluppo e l’esportazione, in grado di far imporre i nostri prodotti nei mercati italiani e internazionali, al punto che, nelle grosse distribuzioni italiane, sono presenti le arance spagnole e le nostre vanno al macero.

Tutti ci invidiano il mare, le nostre bellezze artistiche e architettoniche, le nostre città e le nostre isole e come le valorizziamo? Assurdo pensare che in una regione come la nostra, i proventi dei Beni culturali siano inferiori alle spese per gli stipendi e per pagare gli scarsi servizi che si offrono. Come è possibile che nel 2012 non è possibile prenotare o acquistare i biglietti online?

Città piccole come Bruxelles hanno reso il Mennekenpis, una statua di bronzo di 50 cm, un’attrazione della Città e la Sicilia con il Satiro Danzante, La Villa del Casale, i Templi di Agrigento, solo per citarne alcuni, non riesce a diventare un polo culturale di prim’ordine non solo in Italia ma in Europa.

Tante saranno le battaglie che dovrà combattere non solo il nuovo presidente della Regione, la sua giunta ma anche tutti gli “onorevoli” che dovranno sempre tenere ben presente l’amore per la loro terra, per la loro Isola dalla quale è difficile staccarsi ma anche rimanerci.

Dovranno valorizzare i beni immobili e mobili, quindi dedicarsi all’ambiente, alle infrastrutture, ai trasporti, ai beni culturali ma anche alle aziende, alle piccole attività commerciali, all’università e ai giovani che hanno ancora bisogno di sperare.


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