Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Sciopero del commercio, in 300 davanti La Torre Sindacati: «Basti tagli solo sulla pelle dei lavoratori»
Sit in di protesta stamane davanti l’ingresso del centro commerciale La Torre, a Palermo, per tutelare i lavoratori dal mancato rinnovo del contratto nazionale nell’ambito della grande distribuzione. A colpi di fischietto circa 300 tra commessi e dipendenti, armati di coperchi di pentole, hanno bloccato l’accesso principale per tutta la mattinata, provocando lunghe code in prossimità dell’ipermercato. La manifestazione, organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, punta il dito contro la mancata volontà di Federdistribuzione di firmare il contratto nazionale e della Distribuzione cooperativa e Confesercenti di rinnovare quello scaduto a dicembre 2013. Un disagio che solo al centro La Torre riguarda 350 dipendenti mentre in tutta la Regione circa 20 mila.
«Il nuovo contratto che Confesercenti e Distribuzione cooperativa hanno proposto è inaccettabile – ha detto Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – perché prevede condizioni peggiori per i dipendenti sotto il profilo economico e normativo. La Distribuzione cooperativa, addirittura, vorrebbe differenziare trattamenti tra Nord e Sud». Al momento, infatti, le grandi imprese aderenti a Confesercenti e Distribuzione cooperativa non vogliono riconoscere gli aumenti contrattuali quelle aderenti a Confcommercio, dal marzo di quest’anno, riconoscono condizioni migliori dal punto di vista salariale creando così un divario fra i lavoratori all’interno dello stesso settore.
In tutto questo, i grandi gruppi, anche quelli a livello internazionale come Auchan, Carrefour, Zara, Leroy Merlin, Zara, Rinascente, giocano al ribasso. «Da due anni – ha proseguito – siamo seduti al tavolo con la loro associazione datoriale Federdistribuzione ma non possiamo accettare le condizioni svantaggiose proposte. Dopo lo sciopero di oggi ci aspettiamo che si riparta con i tavoli negoziali e, se non si dovessero registrare inversioni di tendenza, andremo avanti con le proteste e non escludiamo azioni legali per far valere i diritti dei lavoratori. La Uiltucs – ha concluslo – ha presentato numerosi ricorsi per decreti ingiuntivi per far riconoscere aumenti salariali ai lavoratori discriminati con esito positivo».