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Altavilla Milicia, dalla prostituzione all’usura per le donne trans: domiciliari per un 50enne

Dall’usura alla prostituzione, passando per l’autoriciclaggio: è la lunga la lista di episodi che ha portato agli arresti domiciliari per un 50enne di Altavilla Milicia, nel Palermitano. Almeno 58 i casi di usura commessi ai danni di oltre 15 persone persone, soprattutto transessuali. Oltre all’accusa di aver preso parte a un giro di prostituzione tra Ragusa, Altavilla Milicia, Bagheria e Palermo. A suo carico anche l’accusa di autoriciclaggio, per aver trasferito e nascosto i proventi illeciti di queste attività. Il tutto ricostruito dai carabinieri di Termini Imerese, anche tramite intercettazioni telefoniche e telematiche, insieme all’ascolto di diverse vittime. Aiutati anche dalla Guardia di finanza per quanto riguarda le indagini bancarie e patrimoniali.

L’usura con tassi fino al 300 per cento

Tra i 58 episodi di usura contestati, gli inquirenti hanno riscontrato l’applicazione di un tasso, applicato dall’arrestato, che andava dal 123 al 297 per cento dei soldi prestati. Il pagamento da parte delle vittime avveniva per lo più tramite ricariche su carte postepay intestate ad altri soggetti e quindi più difficili da tracciare. Preciso anche il target sfruttato dall’usuraio: soprattutto persone transessuali, nel giro della prostituzione, che avevano bisogno di denaro per operazioni sanitarie e chirurgiche per la transizione di genere

Il giro di prostituzione con i guadagni a metà

L’uomo, inoltre, avrebbe messo a disposizione diversi locali in varie città per un giro di prostituzione, tra il 2020 e il 2024. Oltre a gestire annunci e appuntamenti con i clienti, concordando prezzo e prestazioni, e intascando la metà dei guadagni. Sotto sequestro sono finiti una villa con piscina ad Altavilla Milicia e un appartamento a Casteldaccia, in quanto direttamente riconducibili all’uomo. Che è però accusato di aver fornito spazi anche a Ragusa, Bagheria e Palermo.

I movimenti del denaro illecito

Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe mosso il denaro ricavato da queste attività illecite investendolo il nell’acquisto di immobili o versandolo in conti intestati ad altri. Ma anche trasferendo ingenti somme dal proprio conto a quello di alcuni parenti. Il sequestro preventivo è così scattato anche sulle cifre disponibili su conto corrente, deposito titoli, azioni polizze e altri strumenti finanziari per un totale di 20mila euro.


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