Il robot che esplora le montagne sommerse siciliane: «Rifiuti marini anche in profondità»

Con i fondi del Pnrr, Ispra ha condotto un’esplorazione senza precedenti tra le montagne sommerse del Mediterraneo, nel Canale di Sicilia. Grazie a un robot sofisticato, in grado di operare fino a 2000 metri di profondità, i ricercatori hanno mappato ecosistemi mai studiati prima. La campagna oceanografica, parte del progetto Pnrr Marine Ecosystem Restoration (Mer), è stata dedicata alla mappatura su larga scala di 79 montagne sottomarine situate oltre le 12 miglia dalla costa siciliana meridionale, a una profondità compresa tra 150 e 2000 metri. A bordo di una nave oceanografica, il team di Ispra ha documentato undici tra banchi (cioè strati di materiale vario) e montagne sottomarine, tra cui Alfil-Linosa III, Avventura-Pantelleria-Talbot, Bannock, Bouri, Euridice, Madrepore, Pantelleria Centrale, Pinne e Urania, Cimotoe ed Empedocle, per la maggior parte mai esplorati e studiati prima.

Le immagini restituite dal robot subacqueo hanno rivelato estese colonie di corallo rosso fino a 900 metri di profondità, fitte foreste di pennatulacei (le cosiddette penne di mare) tra i 100 ei 140 metri e una sorprendente biodiversità bentonica, con la presenza di coralli neri, coralli bianchi, spugne e banchi di ostriche e balani giganti. Uno degli eventi più emozionanti della spedizione è stato un raro incontro con lo squalo vacca, un predatore di profondità che si è avvicinato al robot, attratto dalle luci e dai suoni del veicolo. Reti fantasma e rifiuti marini sono stati individuati anche a grandi profondità. Questi dati raccolti e analizzati saranno essenziali per orientare le politiche di conservazione marina e promuovere la creazione di nuove aree marine protette. La prossima fase del progetto vedrà nuove spedizioni partendo dal Golfo di Napoli, alla volta del Mar Tirreno meridionale, settentrionale e del Mar Ligure. 


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