Rizzuto Gallery, pomeriggio con Bowie Chiacchiere e vinili sull’artista inglese

Forse non tutti sanno che il camaleontico cantante inglese David Bowie fu un grande appassionato di arti figurative. Negli anni Settanta, durante il suo soggiorno in Svizzera, si dedicò alla pittura e iniziò a collezionare e a promuovere opere di giovani artisti. Inoltre Bowie nel 1971 dedicò una canzone a Andy Warhol, e nel 1996 interpretò proprio il ruolo del celebre pop artist nel film Basquiat.

È dedicato proprio al grande artista londinese Bowie in Berlin, l’incontro presso la Rizzuto Gallery in via Maletto. Una chiacchierata condotta da Gigi Razete e Dario Oliveri condurranno il pubblico alla scoperta del cosiddetto “periodo berlinese” di Bowie, nella seconda metà degli anni Settanta. Nel 1976 il cantante si reca a Berlino Ovest per un concerto, divenuto memorabile nella storia della musica anche per il fatto di essere stato citato da Christiane Vera Falscherinow – in arte Christiane F. – nel suo memoir-bestseller Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino. Poco dopo, Bowie decide di affittare un appartamento nel quartiere di Schoenberg e di trasferirsi per alcuni mesi nella città tedesca. All’ombra del Muro vede dunque la luce una trilogia di dischi – Low (1977), Heroes (1977) e Lodger (1979) – realizzati insieme con Brian Eno e destinati a segnare la storia del rock.

«La Rizzuto Gallery si dedica agli aspetti più contemporanei e d’avanguardia delle espressioni artistiche, e l’idea di fare una chiacchierata sul periodo berlinese di Bowie, nasce dalla consapevolezza che questo periodo rappresenta una svolta per la sua arte ma anche per il mondo del rock – spiega Gigi Razete –. Bowie a Berlino avvia una nuova fase di ricerca musicale, e i dischi realizzati in questi anni presentano aspetti innovativi e sperimentali o comunque un rifacimento in chiave nuova di materiali preesistenti. Abbiamo pensato – conclude Razete – che l’innovazione sperimentale contenuta nelle canzoni di quel periodo potesse avere una collocazione empatica con le opere esposte all’interno della galleria».

Le parole di Gigi Razete e Dario Oliveri saranno alternate agli ascolti discografici dai vinile dell’epoca e dalle proiezioni dei ritratti fotografici realizzati a partire dagli anni Settanta da Masayoshi Sukita, il fotografo giapponese autore della copertina di Heroes. L’evento è anche un’occasione per visitare Quantum Leap, la collettiva attualmente in corso all’interno della galleria che resterà fruibile fino al 22 aprile, dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 20. Ingresso gratuito.


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