Non gli è stato possibile accedere come sempre all’istituto penitenziario per valutare la situazione di persona. Anche il garante dei detenuti di Siracusa, Giovanni Villari, ieri è rimasto fuori dalle mura del carcere di Cavadonna, perché non era possibile garantire la sua sicurezza. Appare evidente che, seppur rientrata, la situazione continua a restare estremamente tesa, […]
Carcere di Siracusa
Rivolte, agenti feriti e carceri al collasso: «La Sicilia è una polveriera»
Non gli è stato possibile accedere come sempre all’istituto penitenziario per valutare la situazione di persona. Anche il garante dei detenuti di Siracusa, Giovanni Villari, ieri è rimasto fuori dalle mura del carcere di Cavadonna, perché non era possibile garantire la sua sicurezza. Appare evidente che, seppur rientrata, la situazione continua a restare estremamente tesa, dopo la rivolta avvenuta nei giorni scorsi con 11 agenti feriti. Molti di loro non sono ancora rientrati, motivo per cui la polizia penitenziaria non può espletare diversi servizi. «Il personale è ridotto al minimo, però ho visto da fuori che sono ricominciati i colloqui con i familiari – conferma a MeridioNews Giovanni Villari -. Di fatto, ho visto sia gli agenti sia i detenuti molto preoccupati, non c’è per niente un bel clima a Cavadonna».
Sovraffollamento e personale organico insufficiente
Circa trecento detenuti più del dovuto e settanta agenti in meno rispetto al fabbisogno. Così secondo il sindacato della polizia penitenziaria Osapp il carcere di Siracusa sarebbe diventato una polveriera. Esplosa poi con il caldo in prima battuta a ridosso di Ferragosto. Poi con il grave episodio dei giorni scorsi. «Il Dap ha promesso di mandare un contingente per alcuni mesi, in modo tale da facilitare i controlli all’interno dell’istituto penitenziario. Non si parla però di personale organico» chiosa ancora Villari, sottolineando la necessità di aggiornare la pianta organica di Cavadonna.
Il sindacato Osapp, inoltre, ha richiesto interventi strutturali urgenti e il cambio dei vertici alla direzione della casa circondariale di Siracusa. «Indispensabile e non più differibile un avvicendamento nelle posizioni apicali della direzione e del comandante del reparto del carcere. Anche per ripristinare la necessaria serenità lavorativa – dichiara la segreteria del sindacato -. Le responsabilità e le conseguenze di una gestione organizzativa non ottimale non possono in alcun modo ricadere sul personale che opera in prima linea».
Le istanze avanzate dal sindacato sono in apparenza molto forti eppure sono dettate eventi precisi. «A Siracusa alcuni poliziotti penitenziari sono stati mandati sul tetto per fronteggiare i detenuti che lanciavano pietre e sbarre, pertanto sono stati costretti a lanciarsi da circa quattro metri di altezza riportando traumi e contusioni – ha spiegato il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci -. Non basta chiedere punizioni per i detenuti, bisogna accertare chi abbia mandato quei poliziotti sul tetto e con quali garanzie». «Personalmente ho sempre stima per le persone che, anche con la propria visione, affrontano i problemi e non si tirano indietro – ribadisce al nostro giornale Giovanni Villari -. Certamente non possono condividere tutte le decisioni del direttore, ma non sono sicuro che il problema generale sia creato da una sola persona. Di fatto durante l’attuale direzione siamo arrivati a queste situazioni estreme».
La rimozione della direttrice dell’Ipm Malaspina
Diverso sarebbe secondo Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo, il caso di Clara Pangaro, rimossa dalla direzione dell’istituto penale minorile Malaspina di Palermo nei giorni dell’ennesimo incendio scoppiato nella struttura. Non è stata resa, però, pubblica una relazione causale tra il provvedimento e l’episodio a causa del quale 9 persone sono state soccorse dal personale del 118. Alla guida dell’istituto è già arrivato Girolamo Monaco. «L’incapacità di chi amministra la Giustizia – afferma Pino Apprendi a MeridioNews – si è manifestata con la rimozione della direttrice del Malaspina. Le segnalazioni di chi ha visitato il carcere e dei rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria, invece che ricevere risposte adeguate, sono state liquidate con una decisione spropositata. Soprattutto se consideriamo che il direttore di Cavadonna è ancora al suo posto».
Eppure, durante l’ultimo anno, sono stati diversi gli episodi simili che si sono verificati nell’istituto di reclusione per minori di Palermo. Ma secondo Apprendi il clima esacerbato è uno degli effetti del decreto Caivano. «Tanti ragazzi, soprattutto extracomunitari, vengono trasferiti al Sud anche se hanno la famiglia al Nord – chiarisce ancora il garante dei detenuti di Palermo -. Sono giovani che non hanno niente, non hanno soldi, non ricevono una visita, nessuno gli porta un paio di calzini nuovi e offre sostegno. Per questo motivo si crea una tensione altissima, che poi si scatena con questi episodi di violenza».
Gravi carenze sanitarie negli istituti penitenziari siciliani
Un altro elemento che, secondo quanto riferito dai garanti, incide non poco sulla serenità di detenuti e personale penitenziario è la mancanza di un supporto sanitario continuativo. «Di notte al Malaspina non c’è un servizio medico, nemmeno un infermiere» lamenta Pino Apprendi, che ha sollecitato l’Asp del capoluogo siciliano a prendere provvedimenti. «Ritardi per le visite mediche e per gli interventi chirurgici. Medici e specialisti che mancano, mesi e mesi di attesa per una visita, dolori da sopportare senza medicinali adeguati» conferma amaramente anche il garante dei detenuti di Siracusa che traccia un quadro ancora più allarmante della casa circondariale al momento sotto stretta attenzione.
Le Asp siciliane, però, sembrano rispondere a rilento, perché la carenza di medici è strutturale e si riversa ancora di più sui detenuti che a differenza di altri hanno serie difficoltà a rivolgersi alle strutture convenzionate o private. Un progetto interessante in merito è stato attualmente avviato dall’Asp di Messina per il potenziamento della telemedicina che consentirebbe di effettuare le visite in modo molto più agevole e veloce. Superando anche l’ostacolo della mancanza di personale disponibile ad accompagnare il detenuto nella struttura di riferimento. Il bando per una manifestazione di interesse relativa a un servizio di telemedicina negli istituti penitenziari dell’Asp Messina è stato pubblicato il 14 luglio 2026. L’avviso risulta scaduto il 22 luglio.