Stupro di gruppo a Palermo: il Riesame deciderà se scarcerare uno dei giovani

Si è svolta davanti al tribunale del Riesame l’udienza sulla richiesta di scarcerazione di uno dei sette ragazzi indagati per lo stupro di gruppo della 19enne avvenuto a luglio in un cantiere del Foro Italico di Palermo. Il legale del giovane, Alessandro Musso, ha rinunciato al mandato difensivo. E si tratta già del secondo difensore che decide di lasciare il caso. Al suo posto è subentrato un altro avvocato che ha discusso l’istanza davanti al collegio. Dietro alla rinuncia ci sarebbe il venire meno del rapporto di fiducia con l’assistito che avrebbe nominato un nuovo difensore senza avvertirlo. Non è però la prima volta che il giovane cambia legale. Il primo contattato dai familiari dell’indagato, in carcere dai primi di agosto, aveva rinunciato praticamente subito.

Il ragazzo, che oggi non era presente in aula, quando è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia si è difeso in lacrime sostenendo che la vittima fosse consenziente. I giudici si sono riservati la decisione sulla sua scarcerazione. Sono state respinte, nelle scorse settimane, invece le istanze di revoca della misura cautelare presentate da altri tre coindagati. L’unico ragazzo del gruppo minorenne all’epoca dei fatti – diventato maggiorenne nel frattempo – è tornato in cella a pochi giorni dalla revoca della misura da parte del gip. Appena lasciato il carcere, infatti, il giovane aveva pubblicato una serie di post sui social in cui si vantava di quanto aveva fatto: una condotta che ha spinto il magistrato a riarrestarlo. Il Riesame, infine, discuterà agli inizi di settembre le richieste di scarcerazione degli ultimi due accusati dello stupro di gruppo.

Intanto, nella serata di ieri la vittima è stata trasferita in una comunità protetta fuori dalla città di Palermo. Un centro in cui avrà anche la possibilità di lavorare. Una decisione che è arrivata dopo lo sfogo pubblicato dalla ragazza sui social : «Sono stanca, mi state portando alla morte. Io stessa, anche senza questi commenti, non ce la faccio piùNon ho voglia di lottare né per me né per gli altri. Non posso aiutare nessuno se sto così». Parole della 19enne arrivate in risposta a un post in cui la si accusava di avere acconsentito al rapporto di gruppo. «Non serve a nulla continuare, pensavo di farcela ma non è così. Se riesco a farla finita, porterò tutti quelli che volevano aiutarmi sempre nel mio cuore».


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