Revoca della revoca delle autorizzazioni per il Muos: la Regione denunciata per falso in atto pubblico

LA DENUNCIA E’ STATA PRESENTATA DALL’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA ‘RITA ATRIA’ A CARICO DEL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO AMBIENTE, GAETANO GALLO

Si allarga la partecipazione popolare contro l’installazione delle antenne satellitari Muos in contrada Ulmo nel Comune di Niscemi. L’associazione antimafia ‘Rita Atria’ ha esposto denuncia per falso in atto pubblico verso il dirigente generale del dipartimento Territorio della Regione siciliana, dottore Gaetano Gallo, quale firmatario del provvedimento di revoca dell’atto di sospensione dei lavori di impianto delle parabole di rilevamento satellitare da parte della marina militare degli Stati Uniti d’America.

Sulla scorta di quest’atto assunto dall’associazione ‘Rita Atria’, martedi 17 settembre avverrà un incontro tra i rappresentanti dell’associazione ed una delegazione del Movimento 5 Stelle per attivare un ricorso amministrativo avverso tale provvedimento di revoca.

A questo proposito, in un comunicato del Movimento Pentastellare, il presidente della commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana per la Tutela ambientale, onorevole Giampiero Trizzino, rileva che il limite della discrezionalità amministrativa si trova laddove l’interesse pubblico confligge con altri interessi. In questo caso deve essere operata un’equa comparazione sulla base di elementi certi ed oggettivi, in particolare quando è in ballo la salute dei cittadini.

Pertanto, il nodo da sciogliere, riguardo al provvedimento di revoca, è da ricercare nel parere espresso dall’Istituto superiore di Sanità a cui si è rivolto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, per acquisire un parere scientifico autorevole in ordine alla denuncia della pericolosità delle onde elettromagnetiche prodotte dalle antenne di rilevamento satellitari, perché tali timori si basano su valutazioni teoriche.

Il parere, però, non ha dissipato i timori di chi sostiene la gravità delle onde, in quanto tale parere, benché dica che il limite rientra tra quelli consentiti, avverte però che occorrerà esercitare un’attenta e costante sorveglianza sanitaria sulla popolazione locale. In altri termini, tale parere ci dice che i timori avanzati sono allarmistici e teorici, ma la realtà è di tutt’altra specie. Occorre comunque sperimentare sulla pelle della gente se le emissioni sono effettivamente dannose per la salute. Se ne deduce che i cittadini faranno da cavia alla sperimentazione sulle emissioni elettromagnetiche.

Sulla scorta di quanto precede, nasce in noi una preoccupazione. Immaginiamo che la crisi siriana, al di là degli accordi sulle armi chimiche, possa degenerare e si sviluppi un conflitto che gli Stati Uniti prefigurano di stampo aeronavale. La Sicilia e il sitema di rilevamento satellitare voluto, appunto, dalla marina militare Usa diventano strategici e perciò stesso obiettivi altrettanto strategici da colpire. In questo caso ci troveremmo in mezzo ad un conflitto, come si dice?, senza ‘avirinni né manciatu né vivutu’. Traduzione: senza alcuna convenienza, ammesso che da una guerra si possano trarre delle convenienze.

Se ci possiamo permettere un suggerimento ai dirigenti del Movimento 5 Stelle: investite della questione la vostra delegazione parlamentare ed avanzate in sede nazionale una mozione sull’inopportunità dell’impianto delle antenne Muos a Niscemi, per la ragione che è in quella sede che è stato deciso di consentire l’installazione delle parabole. Le iniziative in sede locale hanno solo valore propagandistico, atteso il fatto che il Governo della Regione siciliana in campo nazionale ed europeo conta quanto il due di coppe quando la briscola è a bastoni.

E’ a Roma che possiamo verificare quale sia il grado di sovranità nazionale rispetto ai diktat statunitensi.


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