Foto profilo Fb Renato Schifani

Sfuma il sogno di Schifani: il secondo mandato cede sotto i colpi della coalizione


Una legislatura segnata da rimpasti richiesti, tensioni nella maggioranza e un crescente scollamento con l’elettorato: è così che sfuma il sogno del secondo mandato di Renato Schifani. A poco più di un anno dalle elezioni Regionali del 2027. Oltre agli ormai giornalieri attacchi locali, il dibattito è a Roma, nei salotti della politica nazionale. Dove non si discute più sul se, ma sul quando e sul come sostituirlo. Anche se, ufficialmente, i vertici locali continuano a predicare unità. E il toto successore vede circolare sempre più insistentemente il nome di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera.

La fronda interna e il pressing di FdI

Proprio in queste ore, il fronte interno al centrodestra mostra crepe profonde. Il principale attacco è arrivato da un alleato scomodo: Luca Sbardella, commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia. «Se il candidato di centrodestra non dovesse essere Renato Schifani – dichiarato Sbardella alla Tgr Sicilianon è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali». Una dichiarazione che suona come un ultimatum e che smonta la presunzione di successione degli azzurri. Seppure Sbardella abbia anche dedicato un passaggio ai dirigenti di FI che, da tempo, «sono in posizioni critiche» e si stanno mettendo a disposizione per il «post-Schifani». Con un riferimento chiaro a Mulè e all’eurodeputato Marco Falcone.

Giorgio Mulè, il principe in attesa

Mentre Schifani arranca, il nome di Giorgio Mulè guadagna sempre più terreno. Il vicepresidente della Camera, già volto noto del giornalismo ma soprattutto della politica siciliana, non ha mai nascosto le sue ambizioni. In un’intervista, rispondendo a una battuta sul fatto che sarebbe potuto diventare il prossimo presidente della Regione, Mulè ha ammesso: «Rispondevo a una battuta, ma se dovessi essere sincero… per la mia terra farei qualsiasi cosa».

La candidatura di Mulè, però, non è solo una suggestione. Come lui stesso ha rivelato, nel 2022 mancò l’investitura per un soffio, a causa di un problema burocratico legato al trasferimento della residenza, nonostante il benestare di Silvio Berlusconi. Oggi, forte della sua popolarità e di un’immagine meno logorata rispetto a quella del governatore, Mulè si pone come l’alternativa credibile per il ricambio generazionale e politico.

Il suo braccio di ferro con Schifani è ormai palese. Mulè ha più volte criticato il governatore per aver «collezionato errori», citando il caso della nomina di Annalisa Tardino all’Autorità portuale, finita davanti al Tar. E di fronte alla quale, poi, Schifani ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. E non ha risparmiato stoccate sull’organizzazione del partito in Sicilia, definito «apolide» e senza una sede.

Lo scontro sui numeri e i nodi al pettine

La risposta di Schifani a queste pressioni è stata gelida. Interpellato sull’ipotesi di una candidatura alternativa, il governatore ha liquidato a suo tempo la questione con un secco: «Qualunque cittadino residente in Sicilia che abbia superato i 21 anni può candidarsi. L’importante è che raccolga 1.800 firme. Auguri». Un tentativo di ribaltare la pressione, ma che suona più come un atto di difesa.

Il quadro che emerge è quello di una coalizione che arranca, priva di una guida carismatica in grado di traghettarla verso le Regionali del 2027. L’ipotesi di un voto anticipato, paventata da più parti dopo la sconfitta alle recenti elezioni Amministrative, è sempre più concreta. E, se così fosse, il tempo per Schifani sarebbe davvero scaduto. La parola passa ora a Roma, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario azzurro Antonio Tajani dovranno decidere se tentare l’ennesimo rimpasto o voltare pagina definitivamente.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Una legislatura segnata da rimpasti richiesti, tensioni nella maggioranza e un crescente scollamento con l’elettorato: è così che sfuma il sogno del secondo mandato di Renato Schifani. A poco più di un anno dalle elezioni Regionali del 2027. Oltre agli ormai giornalieri attacchi locali, il dibattito è a Roma, nei salotti della politica nazionale. Dove […]

Una legislatura segnata da rimpasti richiesti, tensioni nella maggioranza e un crescente scollamento con l’elettorato: è così che sfuma il sogno del secondo mandato di Renato Schifani. A poco più di un anno dalle elezioni Regionali del 2027. Oltre agli ormai giornalieri attacchi locali, il dibattito è a Roma, nei salotti della politica nazionale. Dove […]

Il cielo di questa settimana dal 27 luglio al 2 agosto vede un oroscopo che permetterà a molti segni zodiacali di amare ed esprimersi meglio. Protagonisti sono Venere e Mercurio. La prima in una Vergine che tenta di dare concretezza ai rapporti quotidiani. Il secondo in Cancro, sfruttando l’intuito per liberarsi dal passato. La loro […]

Quando un’impresa acquista un nuovo macchinario, un software, un sistema energetico o una qualche tecnologia, spesso sul preventivo trova la dicitura Industria 4.0. Questo, però, non basta affinché i beni rientrino nei benefici dell’iperammortamento: l’agevolazione che consente di maggiorare fiscalmente il costo di alcuni investimenti, ottenendo nel tempo una maggiore deduzione dal reddito imponibile. Destinata […]