Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Randazzo, al via confronto da gennaio Sindacati: «Troppo tardi, restano dubbi»
Proseguirà fino a martedì prossimo la protesta dei 50 dipendenti ex Randazzo, ora Optissima, dopo che l’azienda ha stabilito la chiusura degli uffici del capoluogo siciliano. La ristrutturazione aziendale è scattata a soli sei mesi dall’acquisizione da parte del colosso olandese. La nuova proprietà, in maniera unilaterale, ha comunicato il trasferimento a Bologna, dove ha sede Avanzi, con cui la Randazzo si fonderà entro il prossimo mese di giugno. Il cambio della sede amministrativa al Nord mette però a rischio il mantenimento dei posti di lavoro, motivo per cui nei giorni scorsi è stato proclamato lo sciopero ad oltranza con sit in di protesta, che proseguirà fino a martedì, davanti le vetrine dell’azienda in via Ruggero Settimo.
L’azienda, secondo indiscrezioni, avrebbe deciso di incontrare i sindacati e lavoratori attorno a un tavolo, ma a partire da gennaio. Un ritardo incomprensbile per le parti sociali che, nel frattempo, lamentano alcuni presunti comportamenti antisindacali. «Ieri durante lo sciopero – racconta a MeridioNews il segretario generale Filcams Cgil Palermo, Monja Caiolo – una dipendente è entrata negli uffici per utilizzare i bagni ed è stata invitata con fermezza ad andare via. Nel pomeriggio, quindi, hanno provveduto a cambiare le serrature e sembra che abbiano anche modificato le password dei dipendenti necessarie per accedere al sistema aziendale».
«Qualora questi comportamenti trovassero conferma, saremmo ai limiti di un comportamento antisindacale – sostiene Caiolo – Stiamo valutando eventuali azioni di protesta. In questo momento aspettiamo informazioni ufficiali da parte dell’azienda». Anche in merito al tavolo di confronto previsto per gennaio, rimangono i dubbi dei sindacati. «Siamo ben contenti del segnale di apertura – aggiunge – riteniamo tuttavia che arrivi tardi rispetto alle esigenze dei lavoratori. Ci riserviamo di fare le nostre valutazioni – conclude – per decidere come agire».