Quel 22 marzo di quaranta anni fa, all’Università di Nanterre…

Uno dei più diffusi quotidiani francesi, il parigino “Libération”, è andato in edicola con un’edizione speciale scritta interamente dagli studenti di Nanterre. Nessuno ha pensato di affidare “La Stampa” di Torino agli universitari di palazzo Campana, o il “Corriere della Sera” a quelli della Statale di Milano… Noialtri ci limiteremo a ricordarcene con un video di montaggio ed una brievissima rievocazione storica senza alcuna pretesa di esaustività. La canzone del video è “One blood” di Terence Jay (dalla colonna sonora del film “Green Street”).

La copertina dell’edizione speciale di “Libération”

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La rivolta studentesca francese, ebbe origine da una protesta contro un progetto di riforma scolastica (“riforma Fouchet”) che prevedeva una riduzione degli studenti universitari, con apposite e durissime selezioni, in modo da indirizzare “la rimanenza” verso attività manuali e strettamente subordinate.

In seguito alla riforma Fouchet e all’arresto di alcuni studenti liceali, il 22 marzo 1968 prese il via il cosiddetto “Movimento 22 Marzo” diretto da Daniel Cohen Bendit, un giovane anarchico che divenne presto uno dei capigruppo del movimento. L’occupazione della Sorbona da parte degli studenti (durata dal 2 maggio al 1 luglio) segnò un grave momento di rottura con il sistema di potere francese. Molti intellettuali, tra cui Jean Paul Sartre, psi schierarono a favore degli studenti.

Il 10 maggio gli studenti innalzarono le barricate nel boulevard Saint-Michel e si scontrarono con la polizia, il 13 fu proclamato lo sciopero generale a cui aderirono milioni di lavoratori, nonostante questo fosse stato duramente osteggiato dai sindacati.

La controffensiva di regime cominciò con lo sgombero di alcune fabbriche del settore ferroviario. La CGT (sindacato vicino al Partito Comunista Francese – PCF -) iniziò frettolosamente  a stipulare nuovi rapporti contrattuali che prevedevano alcune piccole concessioni agli operai e, nel contempo, collaborava alla schedatura degli operai considerati “facinorosi”. ICosì facendo, la CGT diede un notevole contributo alla repressione del movimento.

Gli stabilimenti della Renault vennero sgomberati con la forza il 2 giugno (2 operai perirono negli scontri), senza che il sindacato o il “PCF” attuassero alcuna politica difenziva in favore degli operaii. Nelle ore che seguirono i provvedimenti presi furono pressoché inevitabili. Charles De Gaulle sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni che furono fatali alle sinistre (che subirono una clamorosa disfatta). I Gollisti trionfarono e rafforzarono la propria posizione autoritaria, sancendo definitivamente la fine di quello che viene ricordato come il “Maggio francese”.


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