L'auto bruciata e un mazzo di fiori. Sono solo le ultime intimidazioni rivolte al 52enne che da anni si trova nel mirino della criminalità, perché accusato di essersi voluto ribellare a un meccanismo di contraffazione dei marchi, che avrebbe riguardato anche Lidl. «Mi considerano uno sbirro», dichiara a MeridioNews