Piazza Garraffello, i bimbi nuotano nella fontana I palermitani si dividono sulla foto della discordia

La foto della discordia. Dalla giornata di ieri gira sui social network un’immagine che immortala due bambini in costume da bagno immersi nella fontana del Garraffello alla Vucciriasulla quale recentemente sono stati effettuati lavori di restauro e dove è stata collocata una cancellata per preservarla dal degrado che ha subito per anni. La fontana, realizzata dal 1591 da Vincenzo Gagini, anticamente era nota in città per le presunte proprietà curative dell’acqua che sgorgava dai suoi cannoli, oltre che essere fruibile dai venditori e dagli avventori che frequentavano il mercato. Oggi però la particolare fruizione dei bambini del quartiere fa discutere i palermitani.

Lo scatto, pubblicato sul gruppo Facebook Monumenti abbandonati di Palermo, ha letteralmente diviso il popolo social: da una parte, c’è chi sostiene che l’azione dei bambini sia un oltraggio al decoro del monumento e un atto di inciviltà, dall’altra chi invece vede in questa incursione un atto innocuo e spensierato, un modo da parte dei bambini del quartiere di riappropriarsi e di prendersi cura della fontana finalmente ritrovata.

«La tanto contestata cancellata preserva la fontana dagli adulti ma soprattutto dalle auto, non impedendo ai bambini della Vucciria di usufruirne per qualche ora di svago – scrive su Facebook l’assessore comunale al Centro storico Emilio Arcuri –. I bambini diventano fruitori di questo luogo ma soprattutto custodi». Forte è la riflessione, sempre espressa attraverso un post su Facebook, di Retake Palermo: «Due giorni fa è stato completato il restauro della fontana del Garraffello alla Vucciria. Una fontana, vandalizzata per anni e anni da adulti che sera per sera la riempivano di bottiglie e non solo, è stata restaurata, dotata di cancellata e riconsegnata ai palermitani. E ieri alcuni bambini hanno “festeggiato” la fontana ritrovata nel modo in cui vedete in foto (…). E se nel gesto di quei bambini ci fosse una richiesta, urlata a loro modo, di normalità? E se dietro quelle azioni si nascondesse il desiderio di chi ha poco o nulla? Proviamo a chiederci quante piscine, o campetti di calcio, o aree giochi sono presenti alla Vucciria prima di condannare quelle azioni e quei bambini e forse ci renderemmo conto, ancora una volta, che ad essere condannate devono essere le azioni degli adulti e non quelle dei bambini».


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