Palermo, ritorno al Barbera una liberazione Peretti: «L’aria di prima mi ha ridato la felicità»

Dopo cinquanta giorni di clausura, la possibilità per i giocatori del Palermo di correre nuovamente sul terreno di gioco dello stadio è una conquista. Una vera e propria liberazione, sensazione provata in questi giorni anche dal difensore classe 2000 Manuel Peretti: «Sono entusiasta per la decisione della società di riaprire il Barbera per permetterci di effettuare sedute individuali facoltative in alternativa al lavoro a casa – ha sottolineato in un’intervista rilasciata al sito ufficiale – è senza dubbio una soluzione perfetta in attesa di potere presto tornare a svolgere i tradizionali allenamenti. Respirare l’aria della domenica, correre sull’erba e rivedere i miei compagni anche se da lontano mi ha ridato la felicità. La speranza di noi tutti è quella di tornare presto a giocare e continuare a vincere sul campo ma è oggettivamente difficile che la serie D possa concludere la stagione per via delle enormi difficoltà economiche dei club, tranne ovviamente il Palermo che si pone sullo stesso livello organizzativo delle società della massima serie. Non resta quindi che aspettare le decisioni delle istituzioni che stanno valutando come fare ripartire e riformare il calcio. Noi lo facciamo con serenità perché del resto i nostri meriti sono stati evidenti per l’intero campionato fino all’ultima gara che abbiamo potuto disputare, la classifica parla da sola. Nell’attesa, noi continuiamo a lavorare come se dovessimo tornare a giocare domenica prossima, in questo modo manteniamo al top la concentrazione e la forma fisica».

È un Palermo, dunque, sempre sul pezzo. Proprio come Peretti che, entrato nel mondo rosanero in punta di piedi, con gradualità è riuscito a prenotare un posto in prima fila guadagnando terreno nelle gerarchie delineate dal tecnico Pergolizzi: «È stata l’annata più importante della mia vita calcistica – ha ammesso il numero 54 rosanero autore di un gol, quello realizzato a Cittanova lo scorso 9 febbraio, molto importante nell’economia di una stagione nella quale aveva collezionato prima dello stop 14 presenze in campionato di cui 9 da titolare – il passaggio dalle giovanili al calcio dei grandi a volte può essere traumatico, io invece ho avuto la fortuna di essere approdato in un grande club con una tifoseria straordinaria, che mi ha dato la possibilità di maturare e migliorarmi senza eccessive pressioni. Come è noto, io sono in prestito dall’Hellas Verona, sono certo che in estate entrambe le società prenderanno la decisione migliore per il mio futuro e se dovesse proseguire la mia esperienza in rosanero sarei molto orgoglioso».

Sarà, in ogni caso, un Peretti segnato psicologicamente dal lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus: «Questa esperienza così forte e difficile ha contribuito a temprare il mio carattere ma quello che ho provato io è nulla in confronto al dolore delle migliaia di persone che hanno sofferto e continuano a soffrire per la pandemia. In questi mesi ho sentito più del solito la mancanza della mia famiglia anche se grazie ai social siamo stati sempre in contatto, tuttavia è stato giusto restare in Sicilia, una delle regioni con il minor numero di contagi. In questi mesi di isolamento è stato molto importante l’affetto e il sostegno dei miei coinquilini, Fallani e Langella, ma anche quello di tutte le componenti del club. C’è stato anche spazio per qualche sorriso, sarà impossibile dimenticare le challenge sui social e gli esperimenti culinari assieme a Langella, il nostro pezzo forte è la crostata alla marmellata di frutta. Io credo che ci vorrà del tempo per tornare alla normalità o, chissà, forse dovremo abituarci a convivere con il rischio di contrarre un virus. Sono tutti interrogativi che difficilmente, adesso, trovano delle risposte».  


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