Palermo fanalino di coda per qualità della vita Zanna: «Era prevedibile, città soffocata da smog»

A Palermo la qualità della vita non è granché. Che la città sia afflitta da tanti problemi, dal tema dei rifiuti a quello dei trasporti, è sotto gli occhi di tutti. Ma al di là dei facili luoghi comuni, stavolta a sancirlo è l’autorevole quotidiano Il Sole 24 Ore che ogni anno, puntualmente, rimarca le distanze tra Nord e Sud del Paese. Neanche a dirlo, Bolzano è la provincia in cui si vive meglio mentre Reggio Calabria quella che lascia più a desiderare. E nella classifica 2015, nella quale ogni anno il quotidiano economico mette a confronto le province italiane sulla vivibilità del territorio, la Sicilia ne esce a pezzi e il peggior piazzamento tocca al capoluogo siciliano, maglia nera nell’Isola (106esima su 110 posizioni) e perde ben 11 posti rispetto allo scorso anno (95esima nel 2014). Anche stavolta il centro più popoloso della Sicilia è in buona compagnia con Messina vicinissima (104esima, perde 10 posizioni) mentre Trapani e Siracusa si trovano rispettivamente al 96esimo e 90esimo posto. Il miglior risultato spetta a Ragusa (78esima), quindi Enna 93esima, Catania 95esima e, infine, Agrigento 97esima.

Un risultato, quello di Palermo, che tuttavia non stupisce come conferma il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna. «Un dato che ci aspettavamo senza grandi sorprese – dice a MeridioNews – rispetto allo scorso anno la situazione non è per nulla migliorata nonostante gli sforzi dell’attuale amministrazione comunale in alcuni settori». Secondo Zanna, infatti, nonostante alcuni passi avanti compiuti da Palazzo delle Aquile, non ci sono state novità di rilievo tali da consentire un concreto miglioramento. In altri casi, semmai, dei peggioramenti, come per l’inquinamento dell’aria. «Abbiamo già denunciato – ricorda – che il quadro legato alla qualità dell’aria in città si è ulteriormente aggravato. Gli sforamenti delle polveri sottili si sono ripetuti più volte, una situazione che difficilmente cambierà a breve. E per l’avvio del tram, che potrebbe contribuire a decongestionare il traffico in città, chissà quanto ancora dovremo attendere visto tra quali beghe politiche al momento è ancora impantanato». 

La legge prevede 35 sfioramenti annui come limite massimo ma a Palermo siamo andati molto oltre: «Ben 85 quelli accertati dalle poche centraline ancora funzionanti – ribadisce – e questo comporta un problema di emergenza sanitaria. Per contrastare questo fenomeno il Comune dovrebbe esser più deciso evitando soluzioni tampone o va di mezzo salute dei cittadini». Il riferimento è al controverso provvedimento per la reintroduzione della Ztl, in discussione da stasera a Sala delle Lapidi, su cui il sindaco Orlando ha anche messo in gioco la sua poltrona. «In linea di massima siamo favorevoli – afferma – però, al momento, si sta strutturando più come una tassa per continuare a inquinare e che di fatto agisce in maniera orizzontale, favorendo i più abbienti. Servirebbero misure più drastiche, non legate alla raccolta di fondi per il tram ma alla salute dei cittadini, come delle Ztl riservate solo ai residenti e l’estensione della pedonalizzazione ad altre vie».

Sui rifiuti per il numero uno di Legambiente il capoluogo siciliano e, in generale l’Isola, arrancano rispetto al resto del Paese, soprattutto per la raccolta differenziata anche se qualcosa si sta muovendo e «da gennaio a Palermo altri 130mila cittadini del centro saranno coinvolti, anche se nessuno ha la bacchetta magica». In città, infine, rimangono le carenze collegate alla qualità dei servizi e questo incide sulla graduatoria. «Le attrezzature sportive hanno grandi carenze – conclude – senza dimenticare gli spazi dedicati al verde come il parco Cassarà ancora chiuso dopo anni senza che sia possibile prevedere alcuno scenario futuro».  


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