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Palermo, il Comune bacchetta Rap: «Recuperare subito i milioni dei creditori»

Non è andata come sperava Giuseppe Todaro, il presidente di Rap che, secondo le previsioni, avrebbe dovuto recuperare i crediti vantati nei confronti di Comuni terzi e aziende private. Il caso sulla partecipata di Palermo, deputata alla raccolta di rifiuti, era già stato sollevato l’anno scorso da Antonino Randazzo. A giugno del 2025, infatti, Il consigliere comunale del M5S ha presentato una interrogazione all’amministrazione comunale per sapere da Rap con quali modalità e tempistiche stava pensando di intervenire sul recupero dei crediti.

Crediti milionari da riscuotere

Nello specifico, parliamo di circa 2 milioni di euro dalla TradeEcoService Srl, che però sono stati saldati, come i 180mila del comune di Bagheria, la cui fattura è stata pagata proprio oggi. Restano quindi i 500mila euro del comune di Belmonte Mezzagno e la posizione più critica, su cui il capo del Controllo Analogo del Comune di Palermo, Roberto Pulizzi, redarguisce la Rap, cioè quella di D’Angelo Vincenzo. «Si evidenzia un allarmante peggioramento-aumento delle posizioni creditorie – sottolinea Pulizzi -. Con particolare riferimento alla posizione della ditta D’Angelo Vincenzo srl, il cui sbilanciamento è aumentato di oltre 1,7 milioni di euro». Somma che va dunque ad aggiungersi ai 2 milioni di euro non ancora riscossi dal 2024.

Sulla questione, il presidente Todaro aveva risposto che per avere un quadro preciso sarebbe stato necessario tenere conto di tutta una serie di fattori. Come le compensazioni con i fornitori, i pagamenti già effettuati e altri parametri. «Quattro milioni di crediti sono fisiologici in un’azienda che fattura 150 milioni l’anno, rientreremo con i conteggi alla fine del 2025» aveva dichiarato Todaro. Disattendendo, però, le richieste del Comune di Palermo di recuperare le somme dovute.

Accelerare sul recupero crediti

«I documenti relativi ai crediti societari erano già disponibili a dicembre. Dagli stessi si poteva dedurre come l‘allineamento dei saldi entro la fine dell’esercizio 2025 fosse un’utopia irrealizzabile – scrive ancora Pulizzi -. L’attuale dinamica contabile, qualificata da questa area come una patologia finanziaria che minaccia il Piano di riequilibrio del Comune, non può essere ignorata o derubricata a fisiologica».

Pertanto il capo area del Controllo Analogo ha chiesto di vigilare sulla produzione del cronoprogramma analitico di rientro dei crediti. Ma anche di certificare la congruità degli accantonamenti nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e l’impatto reale sul risultato di esercizio 2025. «La presente comunicazione viene contestualmente trasmessa al Collegio dei Revisori del Comune di Palermo, per la valutazione di ogni eventuale ed ulteriore profilo», avverte infine Pulizzi.

Le recriminazioni del Controllo Analogo non si fermano però qui. Infatti ci sarebbe da vagliare anche il recupero dei crediti di Operazioni e Servizi Portuali Palermo Srl (O.S.P.), gestita da Giuseppe Todaro, che è anche l’attuale presidente di Rap. In questo caso, il debito di circa 126mila euro sarebbe stato saldato. Si tratterebbe però di un’anomalia, perché Todaro era in quel momento creditore e debitore di se stesso.


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