«La Torre Leone avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di riscatto e legalità per Librino e per l’intera città di Catania. Senza interventi tempestivi e concreti rischia, invece, di tornare a essere quel Palazzo di cemento che, per anni, è stato sinonimo di degrado, abbandono e illegalità». È l’allarme lanciato dal Sunia, il sindacato unitario nazionale […]
«L’ex Palazzo di cemento è di nuovo a rischio degrado»: la denuncia in una lettera al sindaco di Catania
«La Torre Leone avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di riscatto e legalità per Librino e per l’intera città di Catania. Senza interventi tempestivi e concreti rischia, invece, di tornare a essere quel Palazzo di cemento che, per anni, è stato sinonimo di degrado, abbandono e illegalità». È l’allarme lanciato dal Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari che ha inviato una lettera ufficiale al sindaco di Catania Enrico Trantino e all’assessore alle Manutenzioni per richiedere chiarimenti e interventi immediati sulle gravi criticità strutturali e impiantistiche dell’edificio di viale Moncada.
Infiltrazioni d’acqua, liquami che invadono garage e spazi esterni a causa di un sistema fognario che funziona male, un impianto elettrico compromesso, la caduta di diversi pannelli di cartongesso nelle aree comuni di accesso della struttura e, infine, anche l’incendio di agosto. «Sono problematiche che abbiamo denunciato da tempo – sottolineano la segretaria regionale del Sunia Giusi Milazzo e la segretaria provinciale Agata Palazzolo – Adesso è necessario conoscere quali lavori l’amministrazione comunale intenda eseguire sull’edificio e con quali tempistiche, soprattutto alla luce del recente incendio che ha messo in pericolo la sicurezza degli abitanti», concludono le sindacaliste.
Ed è lo stesso Sunia a ricordare che, già nel dicembre del 2024, era stato annunciato un piano di lavori per il rifacimento dei prospetti e la riqualificazione degli impianti fognari. «Mai concretamente avviato. Oggi la situazione risulta ulteriormente aggravata, colpendo in particolare anziani, invalidi e persone con disabilità che vivono nell’edificio».