Il futuro della Sicilia visto tramite le risposte di 1150 giovani andati via o rimasti nell’Isola nel report di ORA! Sicilia. L’articolazione regionale del partito nazionale di estremo centro fondato dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore Alberto Forchielli. I dati completi sul costo dell’emigrazione giovanile saranno presentati domani – sabato 27 giugno – a partire dalle 11, al Palazzo della Cultura […]
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Le cinque (più una) proposte di Ora! contro lo spopolamento dell’Isola: «Puntare sul capitale umano»
Il futuro della Sicilia visto tramite le risposte di 1150 giovani andati via o rimasti nell’Isola nel report di ORA! Sicilia. L’articolazione regionale del partito nazionale di estremo centro fondato dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore Alberto Forchielli. I dati completi sul costo dell’emigrazione giovanile saranno presentati domani – sabato 27 giugno – a partire dalle 11, al Palazzo della Cultura di Catania. «Non solo – anticipa a MeridioNews Carmelo Abate, membro del consiglio direttivo di ORA! – questo evento sarà anche l’occasione per presentare le nostre cinque proposte concrete per i giovani in Sicilia».
Il questionario di ORA! Sicilia
Proposte che hanno preso forma proprio a partire dalle risposte date dai giovani siciliani (tra i 18 e i 40 anni) al questionario proposto da ORA! Sicilia. «Il dato più sconcertante è che il 73 per cento degli intervistati – fa notare Abate – le cose qui nell’Isola non cambieranno mai. Non perché si siano arresi, ma perché nessuno ha mai dato loro un motivo per pensare il contrario». Lavoro, prospettive, emigrazione e futuro sono i temi centrali delle domande. «La nostra scelta – spiegano da ORA! è stata quella di ascoltare le voci di chi la scelta di andare via dall’Isola l’ha vissuta, la sta vivendo o la sta valutando».
«La fatica a trattenere il capitale umano nell’Isola»
Con risultati che restituiscono un quadro netto. Uno su tre degli intervistati vive già fuori dalla Sicilia. L’81 per cento non si aspetta alcun miglioramento nei prossimi dieci anni. Tra le ragioni della partenza, «al primo posto non c’è la mancanza di lavoro in assoluto – sottolineano – ma l’assenza di prospettive di carriera (53 per cento), seguita dal merito non riconosciuto (37 per cento) e dal clientelismo (33 per cento)». E più è alto il titolo di studio, più cresce la voglia di andarsene. Tra chi ha la licenza media, il 33 per cento vuole restare in Sicilia. L’11 per cento di chi ha un master o un dottorato vorrebbe restare ma non crede di poterlo fare; mentre il 15 per cento preferisce vivere altrove. «La Sicilia – sintetizza Abate – forma capitale umano qualificato e fatica a trattenerlo».
Le cinque (più una) proposta di ORA! Sicilia
Ed è a partire da quella scommessa di invertire questo trend, che ORA! Sicilia lancia cinque (più una) proposte concrete. Dall’Università all’attrazione di grandi aziende tecnologiche, dalla generazione di nuove start-up nel territorio alla possibilità di attingere alle competenze di chi lasciato la Sicilia per favorirne il ritorno. «Stiamo provando a portare un approccio totalmente inedito per l’Isola – annuncia Abate al nostro giornale -. Che consiste in una nuova modalità di allocazione delle risorse. Insomma, quello che ci differenzia da chi ha già provato in passato ad affrontare la questione è che abbiamo la consapevolezza che serve spendere meglio le risorse a disposizione. Se vogliamo costruire un futuro reale in questa terra – conclude Abate – dobbiamo partire dai problemi più profondi. Per questo motivo, proponiamo interventi strutturali, razionali e coraggiosi».