No Muos, controlli della Digos al presidio Gli attivisti: «Un attacco che non ci fermerà»

«Continueranno questa repressione, ma non hanno capito che non basta a fermarci. Noi andremo avanti comunque». Non si arrendono i No Muos di Niscemi che, dopo gli scontri con le forze dell’ordine della notte del 10 gennaio all’arrivo delle gru necessarie ad innalzare le antenne dell’impianto satellitare Usa, stamattina al presidio permanente di contrada Ulmo hanno ricevuto la visita degli agenti delle Digos.

Gli agenti sono intervenuti perché gli attivisti, dopo aver ricevuto notizia dell’arrivo di alcuni camion che dovevano entrare alla base militare in cui è in costruzione l’impianto satellitare della marina militare americana, si sono diretti in strada per impedire, con blocchi e barricate, il passaggio dei mezzi. «Insieme al comitato formato da una trentina di mamme, abbiamo bloccato la strada per non farli passare, ma poi è arrivata la polizia», racconta Elvira Cusa dal presidio di Niscemi. Sul posto, i poliziotti hanno fermato i manifestanti, effettuando «blocchi ed identificazioni», oltre ad aver notificato «fogli di via a cinque ragazzi», racconta l’attivista. Provvedimenti che però, secondo i No Muos non sarebbero legittimi. «Sono illegali, li faremo vedere agli avvocati», assicura Cusa.

Nel corso del controlli, in base a quanto racconta l’attivista, i militari avrebbro anche tentato di accedere all’interno del presidio per effettuare delle perquisizioni. «Ma abbiamo chiuso il cancello e non li abbiamo fatti entrare, perché non avevano nessun mandato e si tratta di proprietà privata», racconta Cusa.

Adesso la situazione sembra essere tornata alla normalità, ma gli attisti sono convinti che nel pomeriggio, o nei prossimi giorni, gli agenti torneranno al presidio. «Verranno con un mandato di perquisizione, ne siamo certi», afferma Cusa. «E’ stato un attacco diretto a noi».

[Foto di No Muos su Facebook]


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Stamane gli agenti hanno fermato gli attivisti mentre tentavano, insieme a un comitato di mamme di Niscemi, di impedire a dei camion di entrare alla base Usa in cui è in costruzione il Muos. Dopo alcuni controlli, i militari hanno notificato cinque fogli di via e avrebbero tentato di entrare al presidio in contrada Ulmo, per «perquisirlo, ma gliel'abbiamo impedito perché si tratta di proprietà privata», racconta Elvira Cusa. «Torneranno con un mandato, ma i blocchi andranno avanti comunque»

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