Il clan Nizza e gli affari della droga sull’asse Spagna-Catania: «Trasporti fatti con una roulotte»

È noto con il soprannome di Scooby Doo, ma di cartoni animati nella sua storia non c’è traccia. Angelo Cutugno, trentunenne catanese, è indicato da diversi collaboratori di giustizia come figura centrale del gruppo mafioso dei Nizza, legato alla storica famiglia di Cosa nostra Santapaola-Ercolano. Secondo le indagini, Cutugno avrebbe avuto un ruolo di rilievo nei traffici di droga tra la Sicilia e la Spagna, occupandosi in prima persona dell’acquisto di stupefacenti destinati al mercato etneo. Un compito di fiducia, che lo ha proiettato al centro dell’operazione antimafia Naumachia. Indagine che lo vede accusato di associazione mafiosa e traffico di droga. «Lo stupefacente venne trasportato in Italia da una coppia con un bambino, a bordo di una roulotte», si legge nei verbali del pentito Salvatore Scavone, ex referente del gruppo. «Non riuscirono ad occultare tutto lo stupefacente e parte venne trasportato fuori dal doppio fondo».

Il carico – 60 chilogrammi di marijuana – sarebbe stato diviso tra tre acquirenti. «Il venditore – afferma Scavone nei verbali dell’ordinanza di custodia cautelare – era un certo Giuseppe, amico di Scooby Doo, che gestisce due coffee shop in Spagna». Cutugno, sempre secondo i verbali, si sarebbe recato personalmente nella penisola iberica per trattare l’affare: «Ha consegnato metà del denaro a Giuseppe, poi, all’arrivo della droga, il resto è stato dato a un suo amico». La merce, secondo gli inquirenti, era destinata a Natalino Nizza, allo stesso Scavone e a «Matteo, figlio di Nuccio Carcagnuso». L’ingresso di Cutugno nel mondo della droga risalirebbe al periodo 2010-2011, con un’escalation criminale iniziata con il ruolo di pusher, o come ricorda Scavone, «con la busta nelle mani». «Spesso rifornivo alcuni capi piazza – aggiunge – per cui ero costantemente aggiornato sui soggetti che lavoravano a San Giovanni Galermo, dove si spacciava».

Diversi anni dopo la vicinanza tra Cutugno e Natalino Nizza, figlio del noto Giovanni Banana Nizza, si fa evidente anche sui social, con foto che li ritraggono insieme prima della detenzione. «Era pronto a eseguire molti incarichi su suo ordine», racconta ancora Scavone. I contatti spagnoli di Cutugno, secondo i pentiti, sarebbero stati sfruttati anche dalla moglie di uno dei fratelli Nizza, che lo avrebbe incaricato di acquistare 20 chilogrammi di skunk con 70mila euro. Il denaro sarebbe stato affidato a Cutugno, che si recò in Spagna, ma al ritorno la donna avrebbe mentito: «Disse che il plico era fermo alla SDA sotto controllo della Guardia di finanza, ma secondo Natalino Nizza se ne era appropriata e lo aveva venduto», afferma Scavone. A Cutugno avrebbe poi regalato 2.000 euro «per l’opera prestata».

Anche altri pentiti – Michael Agatino Sanfilippo, Silvio Corra (cognato del defunto boss Angelo Santapaola) e Salvatore Sam Privitera – indicano Cutugno come figura centrale. Privitera parla di uno stipendio mensile di 2.000 euro destinato a lui, poi sostituito dalla gestione di una piazza di spaccio a San Giovanni Galermo. Ma non solo droga. Cutugno è indicato anche come parte attiva in spedizioni punitive. «Nel 2014 – racconta Corra – partecipò a una spedizione di motorini contro un ergastolano in permesso premio che voleva aprire una piazza di spaccio in via Stella Polare». Il gruppo, composto da 15 scooter armati di AK47, si presentò sotto casa del rivale, che però non si fece vedere. «Il giorno dopo lasciò Catania e non ha più beneficiato di permessi premio», si legge nei verbali.


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