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Il flop concorso per i centri per l’impiego in Sicilia. La Regione adesso lancia una task force con 15 funzionari

C’è la task force per il fondi del Pnrr e quella per la lotta al caporalato. C’era quella per la vaccinazione contro il Covid-19 e quella per i morti sul lavoro. Una mappa variegata, spesso povera di risultati, ma sempre in aggiornamento e a cui, da qualche giorno, è stata aggiunta una nuova cabina di regia. Si tratta della task force per l’attuazione del piano regionale per il potenziamento dei centri per l’impiego. Sessantaquattro uffici dislocati nelle varie province che dovrebbero avere il compito di fare incontrare domanda e offerta di lavoro oltre a erogare servizi in generale come quelli, per esempio, che ruotavano attorno al reddito di cittadinanza. Obiettivi sui quali, però, pesa una cronica assenza di personale a cui si è cercato di mettere una pezza prima con l’aiuto dei navigator e successivamente con un maxi concorso regionale per l’assunzione di 1110 lavoratori. Ma, trascorsi quasi due anni dalla pubblicazione dell’avviso, con le prove che si sono svolte a maggio 2022, il concorso si è rivelato un mezzo flop.

La nuova task force sarà sotto le dipendenze del dirigente Pippo Maria Ricciardo, del dipartimento regionale del Lavoro. A farne parte saranno 14 funzionari che, come messo nero su bianco nel decreto, si occuperanno di supporto amministrativo e contabile ma anche della predisposizione delle convenzioni da attuare con i Comuni. Resta però il nodo del concorso. Ad aprile scorso, la Regione era stata costretta, dopo numerosi ricorsi da parte dei partecipanti, ad annullare in autotutela le graduatorie per la categoria C. Quasi 500 posti di lavoro su cui pesavano le modalità di attribuzione dei punteggi e che hanno costretto gli uffici a riformulare le graduatorie.

«Adesso siamo in una fase in cui si sta procedendo agli ultimi passaggi burocratici, tra scorrimenti della graduatoria e assegnazione delle sedi ai vincitori. Se le cose andranno bene, arriveremo a dicembre altrimenti sarà tutto rimandato al 2024», spiegano a MeridioNews dall’Associazione nazionale navigator. E non è andata meglio ai quattro profili che rientravano nella categoria D. A marzo si è proceduto alla firma dei contratti ma, su 537 posti, i vincitori idonei sono stati soltanto 260, mentre quelli che hanno firmato sono soltanto 161. A conti fatti, a fronte di oltre mille posti messi a concorso dalla Regione, gli assunti saranno per il momento soltanto il 15 per cento.

«Questo inoltre è un momento delicato, essendoci una nuova piattaforma per gli esclusi dal reddito di cittadinanza. Il decreto lavoro – proseguono dall’associazione che tutela i navigator – da un lato, ha tolto il sussidio ma restano comunque dei soggetti occupabili rimasti senza sussidio ma che possono avere il sostegno alla formazione al lavoro a patto che seguano una politica attiva, ossia un corso di formazione o un tirocinio. Per questo si devono iscrivere a questa nuova piattaforma Siisl (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) e se si accederà ai corsi si avrà diritto a un beneficio economico ai singoli per circa 300 euro».

In questo momento, i centri per l’impiego però non hanno accesso al sistema per fare la domanda. Un cortocircuito, se si considera la platea dei candidati che nella maggior parte dei casi deve fare i conti con delle grosse lacune a livello informativo. «L’alternativa sono i patronati che però non si occupano di guidare i candidati nella scelta ma si limitano a predisporre la domanda – concludono dall’associazione – Ecco perché l’unica soluzione immediata per sopperire alla mancanza di personale è quella di richiamare in servizio i navigator, con tre anni di esperienza sul campo e una formazione specifica. Bandire un nuovo concorso, ammesso che vogliano farlo, significherebbe rimandare tutto al 2025».


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