Rossella Suriano è morta a 36 anni, nove giorni dopo avere partorito. La donna, originaria di Partinico, è deceduta nelle scorse ore in circostanze che dovranno essere chiarite. Secondo quanto riferito dal sindaco, Pietro Rao, la morte potrebbe essere legata alle conseguenze del parto. La notizia ha colpito la comunità locale e il mondo sanitario. […]
Partinico, Rossella Suriano muore nove giorni dopo il parto: aveva 36 anni
Rossella Suriano è morta a 36 anni, nove giorni dopo avere partorito. La donna, originaria di Partinico, è deceduta nelle scorse ore in circostanze che dovranno essere chiarite. Secondo quanto riferito dal sindaco, Pietro Rao, la morte potrebbe essere legata alle conseguenze del parto. La notizia ha colpito la comunità locale e il mondo sanitario. La 36enne lavorava infatti all’Ismett di Palermo.
Il cordoglio del sindaco
«Non si può morire così», ha scritto il sindaco in un lungo messaggio pubblicato su Facebook. Rao ha ricordato la sua concittadina come una donna solare, gentile e piena di vita, sottolineando il dolore della famiglia e del marito, con il quale aveva da poco coronato il desiderio di diventare genitori. Il sindaco ha ricordato anche il percorso professionale della donna e il momento in cui lei e il marito gli comunicarono la vittoria del concorso all’Ismett. «Si fece subito apprezzare per le sue straordinarie capacità professionali», ha scritto Rao, ricordandone anche l’umanità, la discrezione e la gentilezza.
Nel suo messaggio il primo cittadino ha espresso vicinanza alla famiglia, chiedendo al tempo stesso che sia fatta chiarezza su quanto accaduto: «Occorrerà comprendere fino in fondo che cosa sia accaduto, con rispetto e verità».
Il dolore dell’Ismett
Anche l’Ismett ha affidato ai social il proprio cordoglio. L’istituto ha descritto la propria dipendente come una professionista preparata, capace in poco tempo di farsi apprezzare per competenza, dedizione e senso di responsabilità. «La sua morte, così improvvisa e difficile da accettare, ci colpisce profondamente come comunità professionale, ma prima ancora come persone», scrive l’Ismett, rivolgendo il pensiero alla famiglia e in particolare al bambino nato appena nove giorni prima della morte della madre.