Treno Palermo-Catania: la Regione festeggia la riapertura, ma «la nuova linea resta ferma»

Un ritorno atteso, ma passato tra silenzio e ottimistica confusione. È quello del treno Palermo-Catania, dopo i lavori e la riapertura della fermata Roccapalumba Alia. Avvenuto lunedì 14 settembre, nel giorno in cui l’aeroporto di Catania sospendeva di nuovo i voli per la cenere vulcanica. E in centinaia si chiedevano come raggiungere gli scali alternativi. Eppure l’annuncio di Rfi è arrivato solo nel tardo pomeriggio, seguito di pochissimo dalla soddisfazione della Regione Siciliana. Parlando di «potenziamento», «risultato importante» e l’immancabile «Sicilia più moderna» con «Palermo e Catania collegate in 2,57 ore». Un passo avanti, spiegano. Ma non, come potrebbe sembrare, per la nuova linea ferroviaria a cui si lavora da anni: che, nella stessa zona, rimane ferma come mesi fa. «Tra Fiumetorto e Lercara i lavori veri non sono partiti», conferma Cosimo Lo Sciuto, nuovo segretario Fillea Cigil Palermo.

I lavori sul vecchio binario unico

«Lavori di potenziamento infrastrutturale fra Caltanissetta Xirbi e Lercara Diramazione e fra Fiumetorto e Lercara diramazione. Per incrementare affidabilità, regolarità e sicurezza». Così Rfi descrive i lavori per cui la linea era chiusa dal 15 maggio. Ora riaperta sulla Palermo-Catania e dal 1 ottobre sulla Palermo-Agrigento. Dopo lavori diversi dal maxi appalto per la nuova linea che dovrebbe collegare i due lati dell’Isola in circa 2 ore nel 2030. Le operazioni sul binario unico già esistente sono andati dal consolidamento delle gallerie a vari rinnovi, tra cui la copertura di 22 chilometri di binari. Mentre ad Agrigento, come novità, ci saranno le «fermate Agrigento Ospedale e Agrigento Fontanelle». Oltre all’installazione del sistema di controllo Ertms, utile per migliorare i tempi, ma senza scomodare l’alta velocità. Né ora, né alla fine del nuovo grande appalto.

Il fermo dei cantieri per il treno (più) veloce

Fiumetorto e Lecarcara diramazione sono protagonisti anche dei lavori per la nuova linea. Nei lotti 1+2: 30 chilometri di nuova tratta, per due terzi in tunnel. Da scavare con 4 macchine Tmb, dal consumo di 6 litri d’acqua al secondo ciascuna. Un problema che ha tenuto fermi i cantieri, rimasti tali. Ma con un mistero in più. «Ci risulta che i contratti per l’acqua siano stati sbloccati – spiega Lo Sciuto a MeridioNews -,ma non è stato montato neanche il campo base». A due anni dal via ufficiale, «su Fiumetorto e Lercara, risultano solo 15 operai», aggiunge il sindacalista. Rispetto alle centinaia previste. «Si è fatta qualche opera propedeutica ma, nonostante la fine lavori per ottobre 2028, non sono ancora partiti. Apprezziamo le diverse operazioni svolte adesso – conclude – ma senza toni trionfalistici. Ci aspettiamo, semmai, più chiarezza sulla partenza di questi cantieri e il loro andamento».

La Regione che scambia il passato per futuro

«Un risultato importante per la Sicilia e per migliaia di cittadini», dice l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò, sui lavori appena conclusi. «Oggi Palermo e Catania sono collegate in 2 ore e 57 minuti, a un costo di 17,20 euro – continua -. Un’alternativa sempre più concreta, competitiva e sostenibile alla mobilità su strada». Con una soddisfazione forse poco contagiosa, considerato che riguarda lavori su infrastrutture del passato, ignorando lo stato di quelle del futuro. Sempre più lontane. Eppure, per l’assessore Aricò, «la Sicilia sta compiendo passi concreti verso una mobilità più moderna, efficiente, sicura – conclude -. E adeguata alle esigenze dei cittadini e dei territori».


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