Dal cadavere a Canicattini alla comunità hippie: «Sono bravi ragazzi che vivono isolati»

Dei «bravi ragazzi» che vivono in casolari diroccati e abbandonati, tra le campagne della periferia est del centro abitato di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa. Una presenza poco appariscente in un territorio che sembra essere diventato un luogo ideale per l’allestimento di insediamenti destinati a giovani stranieri che hanno deciso di condurre una vita ai limiti della società. «Non hanno mai dato nessun problema di ordine pubblico o di altro tipo – ci tiene subito a precisare a MeridioNews il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta -. E, anzi, hanno avuto anche qualche contatto con la nostra comunità».

Fino a qualche ora fa, di loro non c’era stato motivo di parlare. Almeno finché nei pressi di uno di questi casolari diroccati non è stato ritrovato il corpo senza vita di un ragazzo 35enne. La sua identità non è ancora nota. I carabinieri della compagnia di Noto (Comune nel quale ricade il terreno in cui il cadavere è stato rinvenuto) stanno indagando. Approfondimenti a tutto tondo per ricostruire la dinamica e i contorni di quanto avvenuto. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta ed è stata disposta l’autopsia che dovrebbe chiarire almeno la causa della morte.

L’ipotesi remota dei «riti esoterici»

La notizia data dal quotidiano La Sicilia parlava di un’ipotesi legata a «riti esoterici». Una pista piena di ombre che, man mano che passano le ore, si dirada. Secondo quanto emerso, accanto al corpo nudo del ragazzo sarebbe stata trovata una corda, attrezzature e oggetti non meglio specificati e una testa di caprone. Elemento questo che, probabilmente, in un primo momento, ha lasciato spazio all’idea che potesse trattarsi di un segno di pratiche e cerimonie occulte. «Lo escudo. Conosco questi ragazzi e la loro bontà d’animo». Sono le parole del primo cittadino di Canicattini che con la comunità insediatasi tra le campagne della cittadina ha più volte avuto modo di interfacciarsi. «Quando ho avuto modo di parlare con loro – dice Amenta – mi hanno sempre trasmesso un forte senso di serenità. Anche per questo sono rimasto addolorato e sconvolto da questa notizia».

Sulla soglia della società

Qualcuno in paese li definisce «hippie» o «figli dei fiori», qualcun altro paragona la loro scelta di vita a quella della ormai nota famiglia nel bosco. «Per lo più sono persone nomadi – racconta il sindaco -, di passaggio, che restano in zona in media tra dieci giorni e un mese. Qualcuno, però, rimane più a lungo». Tra i più stanziali ci sono i proprietari dei terreni in cui ci sono i ruderi dove spesso vengono montate delle tende.

«Alcuni hanno ereditato gli appezzamenti da nonni o altri antenati locali – specifica Amenta -. Mentre altri li hanno acquistati approfittando del fatto che lo stato di abbandono li faccia stare nel mercato a prezzi molto contenuti. E li mettono a disposizione pure di altri amici che condividono lo stesso stile di vita. Tra loro – continua il sindaco – ci sono anche dei bambini. E dei ragazzi laureati che hanno lasciato il lavoro nei loro Paesi d’origine (Inghilterra, Austria, Spagna, ndr) per dedicarsi a una vita più libera». Fuori dalla società o, sarebbe meglio dire, sulla soglia della società.

I contatti con la comunità locale di Canicattini Bagni

Appena fuori dal centro abitato di Canicattini Bagni, nella parte più addentrata di contrada Piano Milo, questa comunità ha trovato «un ambiente sano. Immerso nella natura, ideale per lo stile di vita a cui hanno scelto di aderire – dice il sindaco -. Un equilibrio tra l’isolamento e il senso di accoglienza che caratterizza i canicattinesi». Alcuni di loro frequentano saltuariamente il paese.

Un giro tra gli scaffali dei supermercati, una sosta ai banconi dei bar, ma anche la partecipazione ad alcuni eventi dell’estate canicattinese. «Nelle serate in cui ci sono stati degli spettacoli musicali – riferisce Amenta – alcuni di loro erano sotto il palco». In un caso, il contatto tra la comunità canicattinese e quella di questi ragazzi che hanno scelto le campagne circostanti per fermarsi, è stato più diretto. «In passato, uno di loro – racconta il sindaco – ha anche fatto alcune dimostrazioni di musica rilassante con la chitarra per il centro anziani».


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