Mobilità sostenibile, nuovi modelli trasporto urbano L’Amat: «Modifiche al servizio di car e bike sharing»

L’Amat e il Comune stanno lavorando a modificare il servizio di car e bike sharing. È quanto emerge dal seminario sulla mobilità sostenibile promosso dal Rotary club che si è svolto questa mattina all’Università di Palermo. Presenti docenti e tecnici esperti del settore, il sindaco Leoluca Orlando, i vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate.

Gli interventi, vertono principalmente sulle azioni volte a potenziare l’intermodalità nei nuovi modelli di trasporto urbano, sulla mobilità nei poli universitari e nella città storica e dei servizi digitali per la smart mobility. «Al momento – spiega Domenico Caminiti, dirigente Amat – il servizio di car sharing che offriamo è un sistema station based, cioè con presa e rilascio delle vetture in posteggi dedicati. Passeremo invece ad un modello misto (il primo in Italia) a flusso libero che integrerà quello esistente. Abbiamo individuato un’area di circa 50 chilometri quadrati dove saranno disponibili 80 autovetture che si potranno prendere e lasciare sia negli stalli appositi, ma non solo».

Una soluzione simile è preventivata anche per il bike sharing, sistema per il quale si sta pensando ad un circuito virtuale: «Si tratta – continua Caminiti – di una rete di cicloparcheggi non automatizzati, cioè 49 autorimesse private (che si uniscono alle 31 postazioni operative) dove poter lasciare la bici. Un’iniziativa che consentirà di abbattere dell’80 per cento dei costi per le nuove infrastrutture e aumenterà del 120 per cento l’estensione sul territorio. Se l’esperimento dovesse funzionare, in futuro sarà possibile l’estensione di questo circuito alle bici private».

Gli interventi tecnici di esperti del settore hanno posto l’attenzione sulle opportunità connesse alla trasformazione in tema di mobilità che la Città Metropolitana di Palermo sta vivendo e sui benefici che potranno rendere sempre più sostenibile e vivibile il modello di città proposto. Al centro del dibattito anche i modi di abitare, lavorare, educarsi, accedere ai servizi e vivere gli spazi pubblici. 


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