Un Sogno a 5 cerchi: a scuola di resistenza e determinazione con il marciatore azzurro Michele Antonelli

Una storia di resistenza e resilienza, un’Olimpiade da conquistare e una platea di bambini e bambine con tanta voglia di ascoltare. Sono solo alcuni degli ingredienti che hanno fatto da cornice a Un sogno a 5 cerchi, progetto che punta a diffondere i valori dello sport, nelle scuole e non solo, attraverso l’esperienza del marciatore professionista Michele Antonelli. A ospitare il primo appuntamento di questa iniziativa è stato l’istituto Francesco Ventorino, a Catania, con la collaborazione dell’associazione sportiva WeSport Catania, e sotto il coordinamento della sezione Sport di Compagnia delle Opere, associazione di imprese, enti e liberi professionisti che scelgono di fare network, rappresentata dalla direttrice Claudia Fuccio. Ad affiancare Antonelli in questa iniziativa c’è Andrea Portale, nel ruolo non solo di coordinatore del progetto ma anche di manager dell’atleta in forza al gruppo sportivo dell’Aeronautica militare. «Lo sport non è solo competizione – spiega Portale – ma rappresenta uno strumento fondamentale per la crescita dell’individuo. La storia di Antonelli coniuga alla perfezione questi due aspetti, perché lui è riuscito a trasformare la sua passione nel suo lavoro, superando non poche difficoltà».

Originario di Macerata, nelle Marche, ma da qualche anno residente alle pendici dell’Etna, a Nicolosi, Michele Antonelli ha vestito oltre 17 volte la maglia azzurra collezionando prestigiosi successi a livello nazionale e internazionale. Dopo due convocazioni come riserva, adesso punta a vestire la maglia della nazionale italiana alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La storia di Antonelli, però, non è solo un racconto fatto di sudore e sacrifici, ma è anche una diapositiva carica di determinazione. Nel 2012, quando non aveva ancora compito 20 anni, è stato vittima di un grave incidente sul lavoro che lo ha lasciato in coma per alcuni giorni. Un risveglio che ha portato con sé anche nuove consapevolezze, riversate nel progetto nato anche insieme al suo allenatore Alessandro Garozzo. «Vogliamo diffondere un messaggio ai più giovani – racconta il marciatore – che è quello di potere inseguire i propri sogni, qualunque sia la base di partenza, e non solo nello sport». «Nella prima gara che ho fatto – spiega Antonelli ai ragazzi – il primo mi ha doppiato due volte. Non ho mollato e, fallendo, arrivando ultimo, un passo dopo l’altro, ho capito che potevo vincere la mia sfida. Volevo diventare un atleta professionista, ma alla base del mio percorso c’è stata sempre la voglia di migliorarmi e questo vale tanto nella marcia come nella vita».

Rotto l’imbarazzo iniziale, bambini e bambine hanno dialogato a lungo con il marciatore azzurro. Alcuni hanno svelato i propri sogni: dalla carriera in mountainbike a quella da attrice o pianista. Altri hanno chiesto ad Antonelli, laureato in Scienze motorie, un consiglio su come coniugare sport e studio, anche davanti alle immancabili pretese dei genitori. Subito dopo, dalla teoria si è passati alla pratica, con una spiegazione all’aperto sulla tecnica della marcia e una prova pratica che ha coinvolto tutti i partecipanti. «L’incontro è stato molto interessante perché Michele Antonelli è stato sincero e diretto, arrivando al cuore dei ragazzi – spiega la dirigente scolastica Michela D’Oro – I suoi sono stati messaggi semplici e chiari: “Non dovete avere paura di fallire“. Il sogno non è un percorso fatto solo di successi, ma bisogna tentare e impegnarsi. Un messaggio di cui i ragazzi hanno bisogno. Sono dei semi che si gettano nel mondo della scuola, poi sarà la vita a dire se attecchiranno o meno». Messaggio che verrà portato presto anche altrove, tra incontri in altre scuole ed eventi.


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