Miccichè e il Pdl: muoia Sansone con tutti i Filistei…

In fondo si vince anche facendo perdere gli avversari. Meglio se ‘nemici’. In fondo, dicono certi commentatori, Gianfranco Miccichè, a suo modo, ha vinto. Non ha mai dimenticato l’ ‘affronto’ del 2008, quando l’allora suo Partito – il Pdl – gli sbarrò la strada a Palazzo d’Orleans. Facendo eleggere, al suo posto, Raffaele Lombardo.

In fondo quelli del Pdl sono già stati ‘puniti’ dallo stesso Lombardo, che per quattro anni gli ha fatto ‘leccare la sarda’. Ma un’altra ‘botta’, secondo certi osservatori, il leader di Grande Sud gliel’ha assestata in questa campagna elettorale, determinando – con la sua candidatura – la sconfitta secca di Nello Musumeci.

L’aritmetica elettorale, del resto, non è un’opinione. Il 15 per cento di Miccichè sommato al 25 per cento di Nello Musumeci avrebbe determinato l’elezione matematica di quest’ultimo.

Ma il punto è proprio questo, obiettano dalle parti di Miccichè. Perché avremmo dovuto fare vincere il Pdl di Angelino Alfano che, in tutti i modi, ha cercato di ‘accoppare’ (politicamente parlando, ovviamente) Miccichè?

In fondo, è stato lo stesso Miccichè a proporsi candidato di una coalizione molto ampia che, per l’appunto, avrebbe vinto le elezioni siciliane. Ma, sulla sua strada, ha trovato un fuoco di sbarramento: Francesco Cascio, Giuseppe Castiglione, entrambi contro di lui: entrambi mandati avanti – sempre contro di lui – da Alfano.

Alla fine anche il Senatore Giuseppe Firrarello – che politicamente parlando è molto più intelligente di Cascio, Castiglione  e Alfano messi insieme – non ha trovato di meglio che schierarsi contro Miccichè.

Insomma: se, alla fine, gli ex big di orza Italia in Sicilia passano il tempo a beccarsi come i celebri ‘capponi di Renzo’ che cosa si può fare? Trasformare i ‘capponi’ in giganti della politica?

Insomma: quelli del Pdl volevano i suoi voti per far eleggere Musumeci. Per poi sbarazzarsi di lui. Nelle teste di Alfano, Cascio, Castiglione e Firrarello, Gianfranco Miccichè avrebbe dovuto essere il cappone ‘felice’ di festeggiare il Natale. Alla fine, diciamolo, il ‘malo’ Natale Miccichè lo ha dato al Pdl: questo è un fatto ‘oggettivo’.

Anche i vertici del Cantiere Popolare-Pid non hanno brillato per fantasia politica. Totò Cuffaro non c’è più e chi non ha fantasia politica, per dirla sempre con Manzoni, non se la può dare.

Anche Saverio Romano e compagni, invece di cercare soluzioni, si sono limitati a chiedere a Miccichè il ‘sacrificio’. Alla fine anche loro hanno perso la Regione. Saverio Romano e i suoi si sono comportati come i ‘Medici di Cristo’: hanno constatato in anticipo la sconfitta, ma non l’hanno scongiurata. 

E Miccichè? Ha perso anche lui. Qualcuno, per rafforzare la tesi che lo vorrebbe sostenitore, sottobanco, di Rosario Crocetta,  ha scritto anche che andrà a fare il presidente dell’Ars. Dimenticando che Miccichè non è stato eletto a Sala d’Ercole.

La verità è che anche Miccichè ha perso le elezioni. Di brutto. Nella ‘corsa’ alla presidenza della Regione ha preso il 15 per cent dei voti, quando immaginava di prenderne il doppio. All’Ars pensava di raggiungere il 10 per cento e si è fermato al 6 per cento. Doppia sconfitta.

Il resto lo vedremo nelle prossime settimane.  

Foto di prima pagina tratta da lombardiabeniculturali.it


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