Un rapporto di amore e odio ha legato il boss mafioso Matteo Messina Denaro alla figlia naturale Lorenza Alagna. La chiama con disprezzo Sciacqualattuga o Pinokkia. «Mi serve un favore: a breve Sciacqualattuga darà una festa – scriveva alle sorelle il boss -. Stella (figlia di Bice Messina Denaro, ndr) deve fotografare a Pinokkia diverse volte. Voglio vedere se […]
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L’anatema di Messina Denaro contro la figlia: «Non sei più importante per la famiglia»
Un rapporto di amore e odio ha legato il boss mafioso Matteo Messina Denaro alla figlia naturale Lorenza Alagna. La chiama con disprezzo Sciacqualattuga o Pinokkia. «Mi serve un favore: a breve Sciacqualattuga darà una festa – scriveva alle sorelle il boss -. Stella (figlia di Bice Messina Denaro, ndr) deve fotografare a Pinokkia diverse volte. Voglio vedere se ha i regali del passato addosso, se li ha li metterà. Se non li ha addosso è la prova certa che è stato tutto venduto, o per meglio dire svenduto».
L’anatema di Matteo Messina Denaro contro la figlia
La lettera in cui Messina Denaro parla della figlia è stata trovata dagli inquirenti in uno dei covi del latitante. «Poi mi servono le foto di tutti i parenti di quella che sono alla festa, tutti i vari cugini e se ci sono amici di quella. Stella deve fare fotografie a tutti, o anche filmino. Poi queste foto me le mandate. Bice non ti fare paranoie, tua figlia deve solo scattare foto a Pinokkia e ai parenti di quella, non deve uccidere nessuno, quindi dille che lo fa senza problemi».
«Non sei più importante per nessuno della famiglia»
E non si ferma qui Messina Denaro sulle volontà nei confronti della figlia. «A Pinokkia non si deve dare più niente. Non solo le cose mie, ma proprio nulla, nemmeno le cose che sono a casa di mamma, niente di niente. Spero di essere stato chiaro stavolta. Vi prego sbattetela fuori, ma non in modo tacito, le cose si comunicano per fare effetto. Chiamatela, deve essere sola senza il convivente, e le dite che non fa più parte della nostra famiglia, che non deve più venire e che non le farete vedere più mamma – ordinava il boss -. Se in strada vi saluta risponderete, se non vi saluta non la saluterete. Poi concludete con questa frase: “Ti sei scelta tu il tuo destino, non hai mai fatto parte di noi e non hai avuto l’onestà e il coraggio di dircelo chiaramente. Oggi te lo diciamo noi, tu non sei più importante per nessuno della nostra famiglia, la nostra storia finisce qua”».