Amministrative 2026, il caso a Carini: 11 aspiranti consiglieri con condanne definitive

Undici candidati al Consiglio comunale di Carini, in provincia di Palermo, risultano avere condanne definitive. Per reati che spaziano dai maltrattamenti alla ricettazione, passando per lesioni personali, bancarotta fraudolenta e guida senza avere mai conseguito la patente. È quanto emerge dallo screening dei candidati alle prossime Amministrative 2026. Gli aspiranti consiglieri sono 427, suddivisi in 19 liste, a supporto di quattro candidati sindaco.

Tutti gli aspiranti consiglieri in questione risultano pienamente eleggibili ma, come avviene in questi casi, si pone una questione di opportunità. A disciplinare la materia è la legge Spazzacorrotti del 2019. Testo che prevede, per i Comuni superiori ai 15mila abitanti, l’obbligo di presentare il proprio casellario giudiziario al momento della candidatura. I documenti devono poi essere pubblicati online sul sito del Comune, così da essere consultabili dai cittadini elettori. A disciplinare l’eventuale incandidabilità sono il Testo unico degli enti locali e la legge Severino. Tra le condanne che comportano l’esclusione in partenza figurano quelle per traffico di stupefacenti, mafia, terrorismo e reati contro la pubblica amministrazione, come concussione e corruzione.

Il record nelle liste a sostegno di Gallina

Ad avere il numero maggiore di candidati al Consiglio con condanne definitive – sei in totale – nelle proprie liste a sostegno è l’aspirante sindaco di Carini Giovanni Gallina. Sostenuto con forza dal movimento Sud chiama Nord. Nella lista Una marcia in più compare Antonino Bologna, condannato nel 2005 per lesioni personali. Dopo aver beneficiato dell’indulto, negli anni successivi Bologna ha riportato un’altra condanna per lo stesso reato. Nel 2019 la Corte d’appello di Palermo lo ha condannato, invece, a due anni per maltrattamenti, con pena sospesa e affidamento in prova ai servizi sociali. Alternativa andata bene, determinando l’estinzione della pena nel 2024. L’anno successivo, però, come risulta dai documenti online, Bologna è stato nuovamente condannato con rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi, sempre per maltrattamenti.

Nella stessa lista figura anche Pietro Brusa, condannato a un anno e due mesi per falsità materiale in atti pubblici in concorso, con pena condonata. Presente, inoltre, Giovanni Lo Bocchiaro, condannato alla fine degli anni Novanta a cinque anni per bancarotta fraudolenta e interdizione dai pubblici uffici, pena poi condonata insieme alle sanzioni accessorie. Nella lista Gallina Sindaco è poi candidato Massimo Marsala, condannato nel 2018 dal tribunale di Palermo a una multa di 300 euro, successivamente convertita in libertà controllata, per danneggiamento commesso con violenza o minaccia. Nella lista Cittadini attivi compare, invece, Irene Di Chiara, condannata a 8 mesi e 20 giorni, con sospensione condizionale della pena e successiva applicazione dell’indulto, per violazioni relative al conglomerato cementizio armato, all’attività urbanistico-edilizia e per violazione di sigilli. Chiude la lista Francesco Di Stefano, condannato a una multa di 51 euro per minaccia.

Quattro condanne minori nelle liste per Covello

Sono, invece, quattro gli aspiranti consiglieri con precedenti presenti nelle liste a sostegno di Rosa Covello. Nella lista Noi con la Sicilia compare Mirko Minniti, condannato a due mesi e a un’ammenda di 2.300 euro per guida senza avere conseguito la patente. Segue Salvatore Musso, della lista Cambiamo Carini, condannato a 25 giorni e a un’ammenda di 800 euro per violazioni edilizie e lavori senza licenza. Tra i candidati figura anche la palermitana Barbara Mirabella, della lista Radici e Progresso, condannata – con sospensione condizionale della pena – a un anno e quattro mesi e a una multa di 4mila euro per ricettazione. Chiude Angelo Cusumano, della lista Grande Carini, condannato a un’ammenda di 300 euro per omessa custodia di armi.

Le liste degli altri candidati

Va meglio agli altri due sfidanti in corsa per la poltrona di primo cittadino. Si rintraccia, infatti, un solo caso minore a sostegno della candidata sindaca Valerio Gambino: un’aspirante consigliera nella lista Con tutta l’anima. Si tratta di Maria Rita Puglisi, multata per 200 euro, con pena poi condonata grazie all’indulto, per invasione di edifici in concorso. A detenere invece il record di liste pulite – senza candidati al Consiglio di Carini con condanne definitive – è Paolo Pellerito. L’unico in corsa a sindaco senza aspiranti con precedenti a sostegno, sostenuto dalla lista Noi Moderati.

La replica del candidato sindaco Giovanni Gallina

«Non ero a conoscenza di queste condanne. Sono sempre impegnato nella campagna elettorale e non ho controllato attentamente i casellari giudiziari» dichiara a MeridioNews, contattato telefonicamente, il candidato sindaco Giovanni Gallina. L’aspirante primo cittadino con il maggior numero di casi nelle liste a sostegno. «Verificherò la situazione più approfonditamente e poi farò le mie valutazioni – conclude -. Mi dissocio, intanto, dai reati commessi da altri».


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