Meloni e Salvini per la chiusura di Trantino. Selfie, abbracci e la promessa del Ponte sullo Stretto

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il centrodestra cala i suoi tre tenori principali per la chiusura della campagna elettorale di Enrico Trantino, nella cornice di piazza Università. Un tridente che ribadisce l’unione del centrodestra in città e mette in secondo piano la presenza di decine di deputati regionali e nazionali dei principali partiti di governo. «Questa Regione è strategica – ha detto la presidente del Consiglio – La Sicilia può diventare un luogo in cui è conveniente portare lavoro e sviluppo. Si può fare investendo sul territorio. Catania è un esempio a livello nazionale per la gestione dei fondi europei. Può diventare la locomotiva della Sicilia». Alla leader di Fratelli d’Italia è stato affidato il compito di chiudere un comizio che però ha già fatto scoppiare un caso a livello nazionale dopo la presunta violazione della par condicio, denunciata dal Partito democratico, per la messa in onda in diretta dell’evento da parte di RaiNews24.

Il primo a raccogliere il calore della piazza è stato Salvini. Il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega-Prima l’Italia, accompagnato dalla fidanzata Francesca Verdini, prima del comizio si è avvicinato alle transenne per scattare decine di selfie con il pubblico. Poi, dal palco, è tornato a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina. «Ho l’obiettivo di cominciare i lavori per un’opera che sarà ammirata in tutto il mondo e porterà 100mila posti di lavoro veri in Sicilia e Calabria. Per cinquant’anni la sinistra lo ha impedito, ma l’anno prossimo aprono cantieri». Per il suo intervento Trantino ha chiesto la vicinanza sul palco della moglie e dei figli. I punti toccati sono quelli diventati le linee guida del programma durante la campagna elettorale. Decoro urbano, sicurezza ma anche un nuovo water front con l’interramento dei binari. «Mi è stata spiegata questa cosa – ha aggiunto Salvini – Vediamoci al ministero e parliamone». E sul palco si è rivisto anche l’ex presidente della Regione, oggi ministro, Nello Musumeci: «Dobbiamo fare di Catania – ha detto – la città più antica del futuro».


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