Luoghi del Cuore 2018, l’Oreto balza in testa Il fiume palermitano guida la classifica del Fai

Il sorpasso è di ieri, con uno sprint che consente di guadagnare temporaneamente la vetta della classifica. No, non stiamo parlando del Palermo (purtroppo!), ma del fiume Oreto, che adesso si trova in testa alla classifica dell’edizione 2018 dei Luoghi del Cuore promossa dal Fai (Fondo ambiente italiano). La graduatoria, che vede al momento il bistrattato corso d’acqua palermitano superare dopo una lunga rincorsa il bolognese Bosco ai prati di Caprara, contiene come ogni anno svariati luoghi di tutta Italia che necessitano dell’affetto, dell’attenzione e di interventi economici per tornare al loro antico splendore.

Quest’anno, tra monumenti e scorci naturalistici c’è pure l’Oreto, afflitto come noto da numerosi mali, tra i quali gli scarichi fognari abusivi e l’incuria. Una situazione di degrado, ma anche di disinteresse, che ha spinto alcune associazioni a riunirsi nel comitato Salviamo L’Oreto che si è intestato – tra le altre iniziative – la campagna per portare il fiume il più in alto possibile nella classifica dei Luoghi del Cuore, e ottenere così una delle ricompense messe in palio dal Fai e dalla banca Intesa San Paolo (complessivamente 400mila euro, dei quali 50mila per il primo posto, 40mila al secondo, 30mila al terzo, e cinquemila euro per tutti i luoghi sopra i 50mila voti, indipendentemente dalla posizione in classifica).

La votazione si è aperta il 30 maggio e si concluderà il 30 novembre 2018, ma la classifica sarà aggiornata in tempo reale solo fino al 15 ottobre 2018. Attualmente il fiume Oreto vanta più di 11mila voti degli internauti, quasi 1.500 in più del secondo classificato, un risultato che premia gli sforzi di lobbying delle varie associazioni, tra le quali la cooperativa turistica Terradamare. «Il nostro interesse per le sorti del fiume – spiega Eleonora Lo Iacono, responsabile delle iniziative per l’Oreto della cooperativa – risale al 2016, quando abbiamo fatto partire un crowfunding per finanziare il progetto del filmaker Igor D’India, e nello stesso periodo Salvatore Buccheri ha promosso tramite il comitato Salviamo L’Oreto la prima candidatura a luogo del cuore, che però non andò benissimo. Ma a gennaio di quest’anno è arrivato il video virale di Igor sul degrado del fiume che ha ottenuto 160mila visualizzazioni e smosso le coscienze, facendoci pensare alla nuova candidatura. In questo periodo registriamo grande attenzione, tanto che un paio di giorni fa in sole 24 ore abbiamo ottenuto circa mille voti, una risposta incredibile. Una strada, quella verso i primi posti che è cominciata in maniera lenta, ma la crescita prometteva bene».

La raccolta voti viaggia su due binari: quello online, tramite il sito del Fai dove chiunque può registrarsi e votare per il luogo che vuole contribuire a salvare; e quello offline, vale a dire i classici banchetti per le firme sparsi nelle vie e nelle piazze delle varie città. «Abbiamo dedicato – continua Lo Iacono – parecchio tempo ai social, ma influisce molto anche il contatto con la gente per strada, tant’è che spesso i cittadini con cui parliamo si dicono disponibili a raccogliere loro stessi le firme».

L’obiettivo adesso è tenere alta l’attenzione fino a novembre, cosa non facile al giorno d’oggi. Per questo si lavora a un sito web dedicato all’Oreto, e si stanno organizzando iniziative per mettere le persone a contatto diretto col fiume, come l’escursione che Terradamare effettuerà il 29 luglio in alcuni punti dove operano realtà che già riqualificano parte delle sponde: è il caso della cooperativa Immagine che sta lavorando in zona Pagliarelli per creare una fattoria didattica. Ma verranno mostrate anche la foce e le sorgenti dell’Oreto. «Se vinceremo uno dei premi – conclude Lo Iacono – faremo qualcosa per la bonifica. Sappiamo che una riqualificazione completa costa milioni di euro, ma questa sarà una piccola base di partenza per attrarre l’attenzione dei cittadini e magari delle istituzioni. L’obiettivo è stimolare chi di dovere, fare il primo passo. Vincere sarebbe una bella presa di posizione popolare».

Non è la prima volta che la mobilitazione, partita dai social, produce risultati importanti per beni monumentali o paesaggistici siciliani. Nel 2010, infatti, l’edicola marmorea del Genio a piazza Garraffo riuscì a conquistare una delle prime posizioni e a ottenere 10mila euro, utilizzati per la parziale riqualificazione della piazzetta. Stesso discorso nel 2014 per il castello di Calatubo (Alcamo), che grazie ai 30mila euro del Fai fece partire dei lavori di consolidamento delle strutture murarie. 


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