La tendenza di oggi in cucina: piatti belli per esperienze buone. Tra ingredienti di qualità e passione

«Ciò che è bello è buono, e viene scelto». È la tendenza in voga negli ultimi tempi nel settore della ristorazione; un trend che si avvicina molto alle dinamiche tipiche dei social in cui l’occhio vuole sempre la sua parte. A gioire di questo fenomeno è una specifica sezione, rimasta a lungo legata a una élite esclusiva di clienti, ma che sta allargando sempre più il proprio target di riferimento. Si tratta dell’alta ristorazione e del gourmet in generale che hanno fatto della cucina una vera e propria arte basata, tra le altre cose, sulla cura dell’impiattamento della portata e sulla ricercatezza degli abbinamenti degli ingredienti. Alla cucina tradizionale fatta di porzioni abbondanti c’è chi, per serate particolari o per vivere un’esperienza culinaria – da poter condividere potenzialmente sui social – preferisce spendere un po’ di più ma conservare un ricordo che vada oltre il mero soddisfacimento delle papille gustative. Ne abbiamo parlato con Valentina Galli, chef da 20 anni, oggi impegnata a rendere unici i piatti de Il Tiranno Caportigia Restaurant. Ristorante nel cuore di Siracusa, a Ortigia, e immerso nella cornice del Caportigia Boutique Hotel.

Un ristorante che ha scelto di utilizzare ingredienti dall’anima tradizionale per dare vita a opere d’arte da gustare. «Oggi, quando si sceglie di andare in determinati ristoranti, non si va solo per mangiare – spiega Galli – ma per vivere delle sensazioni, per far riaffiorare dei ricordi, captare delle sfumature, cogliere dei dettagli ed emozionarsi». Un obiettivo da raggiungere andando fuori dagli schemi, soprattutto nell’ambito del fine dining, per fare la differenza: attraverso la passione mista a sentimenti vari, tra cui la curiosità. «Le emozioni che provo quando cucino sono varie e mai uguali – continua la chef – Dipende sempre dallo stato d’animo in cui mi trovo in quel momento: con la felicità si può fare un grande piatto, ma anche con una delusione o con un mood non proprio positivo si possono costruire capolavori».

Dalla strada intrapresa dai ristoranti come Il Tiranno Caportigia Restaurant è possibile comprendere gli obiettivi a cui mira il settore culinario di oggi, ovvero «cercare di far vivere un percorso fatto di contrasti e consapevolezze per portare il cliente a un livello introspettivo personale che lo guidi nel suo percorso enogastronomico». Scopi a cui si arriva, però, poggiando su basi solide come l’utilizzo di materie prime eccellenti, con un’attenta ricerca di ingredienti di qualità che diano sostanza alla bellezza e raffinatezza dei piatti gourmet tanto gettonati. Un modo, secondo Galli, anche per guardare al futuro: attraverso un ritorno al passato rivisitato in chiave moderna, con «maggiore attenzione al pianeta e alla natura e all’alta valorizzazione dei territori. Innovazione sì, insomma – conclude la chef – ma con un richiamo maggiore alle nostre radici e assoluta contaminazione col mondo».


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