L’OPINIONE/ Il ‘duplice delitto’ di Angelino Alfano

OLTRE CHE DEL CAVALIERE IL LEADER DEL PDL POTREBBE PUNTARE A SCOMPAGINARE GLI EQUILIBRI DEL PD

di Giuseppe Catanzaro

“Ci sarà un altro posto nel mondo” cantava Mario Venuti, artista siciliano conosciuto per il suo modo originale di fare musica.

Sono stati giorni caldi, caldissimi per il panorama politico italiano, per un governo delle larghe intese messo a dura prova da ripetuti colpi di scena che l’area berlusconiana ha regalato uno dopo l’altro.

Giunto al capolinea, il Cavaliere Silvio Berlusconi, la voce grossa del Popolo della Libertà sembra essere oggi quella di Angelino Alfano. Il segretario del Partito di centrodestra, con una strategia politica impeccabile, ha stretto nella morsa il Cavaliere che si è ritrovato con le spalle al muro, costretto a dare la fiducia ad un Governo Alfano-Letta che, ad oggi ne esce clamorosamente rinforzato.

Berlusconi, foto tratta dal giornale britannico The Times

Ma cosa potrebbero innescare le mosse astute del siciliano? Caduto il muro di Berlino e disfatta l’Unione sovietica, alla fine degli anni ’80, per la DC ebbe inizio un graduale periodo di declino, poiché venne a mancare “il male sovietico”, storico nemico di sempre.

Va ricordato che i protagonisti del binomio Alfano- Letta si formano politicamente nel partito della balena bianca e sanno quanto la decadenza del nemico storico possa repentinamente cambiare le carte in tavola e stravolgere il sistema politico. Forti di ciò, quale miglior strategia per spianare la strada ad un nuovo progetto dei moderati italiani, se non eliminare con un solo colpo Silvio Berlusconi e di conseguenza il PD che, come la Dc alla fine degli anni ottanta, si vede mancare il suo principale nemico, ovvero il suo principale motivo di esistenza politica?

Caduto Silvio, potrebbe venire clamorosamente a mancare il principale anello di congiunzione che lega da sempre le correnti del Partito Democratico e questo, Angelino lo sa bene. La strategia portata avanti dal siciliano potrebbe clamorosamente destabilizzare il progetto del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e del veterano Massimo D’Alema, andando a colpire alla base la coalizione di centrosinistra, aprendo così scenari nuovi nel panorama politico italiano.

La stabilità del Governo Alfano-Letta, che oramai sembra certa, potrebbe rivelarsi il punto di partenza per rifondare il centrodestra oramai privo del suo tramontato leader. Nel preciso istante in cui si materializzò l’epilogo del Cavaliere, probabilmente stava tramontando anche un Partito, il PD, che al suo interno è stato tutto fuorché democratico.

A questo punto viene da chiedersi se questo “duplice delitto” Berlusconi-PD sia stato il principale obiettivo di tutta l’azione politica portata avanti da Alfano e appoggiata dal premier Letta.

Fuori Silvio. Fuori il PD. Dentro un nuovo modo di “essere moderati”. Ad oggi vige una sola certezza: i maggiori esponenti della politica italiana cercano un posto definito, chiaro nello scenario. Un posto che, ad oggi, per i continui e repentini cambi di rotta dei protagonisti, in tanti hanno seria difficoltà a trovare.

Il vaso di Pandora è stato aperto: caduto Silvio, tutto è rimesso in discussione.

 


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