Lo Sciuto: “Una Finanziaria priva di strategia”

L’ESPONENTE AUTONOMISTA CRITICA L’IMPOSTAZIONE DELLA MANOVRA. E DENUNCIA I PROBLEMI DELLA SANITA’ PUBBLICA, DELLE IMPRESE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

A poche ore dall’approvazione definitiva della manovra economica e finanziaria da parte dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Lo Sciuto, parlamentare del Partito dei Siciliani (Mpa) prende le distanze dal Governo regionale incapace di tracciare un percorso in controtendenza per il rilancio sociale ed economico della Sicilia.
“Mentre è comprensibile per i tagli sul bilancio regionale in forza alla Spending review – ha dichiarato Lo Sciuto – la Finanziaria del Governo affronta a malapena l’ordinaria amministrazione, è priva dei contenuti programmatici e non c’è un piano di sviluppo strategico e socio economico per il rilancio della Regione”.
Secondo l’esponente autonomista, la responsabilità per l’occasione persa sarebbe da addebitare all’incapacità politica dell’esecutivo Crocetta che avrebbe indiscriminatamente praticato tagli a gogò senza misurarne gli effetti sul mondo imprenditoriale e sociale.
“Nella Finanziaria ci sono tagli nei confronti dei Comuni siciliani – ha precisato Lo Sciuto – ed è stato scongiurato il taglio alle Province grazie all’impegno delle forze parlamentari di minoranza che hanno garantito un aumento dei trasferimenti da dieci a venti milioni di euro, scongiurando l’azzeramento dei servizi sociali essenziali nel territorio”.
Il parlamentare trapanese, che è anche componente della Commissione Cultura e Lavoro all’Ars, ha puntato il dito sull’assenza di incentivi per il contrasto alla piaga della disoccupazione. “In questa Finanziaria non c’è una programmazione a sostegno di settori strategici come commercio, industria e pesca – ha sottolineato Lo Sciuto -. Cosa diciamo ai pescatori siciliani ad oggi strozzati dal caro gasolio?”.
Altro punto di programma inesistente in questa azione di governo è il mancato sostegno al sistema imprese che, secondo il deputato, sarebbe da addebitare alla scelta “scellerata” dell’esecutivo di utilizzare l’Irfis, l’istituto per il medio credito siciliano, come “bancomat”, a garanzia cioè della vendita delle società partecipate anziché a supporto dell’iniziativa imprenditoriale.

“Mentre la Sicilia affonda nella crisi e nella disoccupazione – ha detto Lo Sciuto – il Governo ha pensato bene di non aiutare le imprese in difficoltà e infischiarsene, visto che manca una politica di incentivo all’accesso al credito e le banche che hanno colonizzato la nostra terra non sono state neanche chiamate ad un confronto serio con questo esecutivo”.

Altra occasione persa per creare opportunità di lavoro, secondo l’esponente del Partito dei Siciliani all’Ars, è l’assenza nella Finanziaria di un piano energetico regionale sull’energia alternativa che, nell’Isola “del sole e del vento”, dovrebbe rappresentare, invece, leva di sviluppo e crescita economico-produttiva.
“Nella sanità è imperante la confusione – ha detto Lo Sciuto – il Governo non sa che pesci prendere, anziché potenziare reparti specialistici pensa a chiudere indiscriminatamente i presidi sanitari. Emblematico il caso della provincia di Trapani  ha aggiunto – dove nella rianimazione si passa da una programmazione di 22 posti letto ad una riduzione a 14. Ma i cittadini trapanesi non hanno il diritto alla salute come tutti gli altri?”
Lo Sciuto si rivolge all’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, quando la riflessione tocca direttamente il destino delle vite umane. “Voglio dire alla Borsellino che le aree di emergenza che afferiscono ai Pronto soccorso vanno rafforzate con attrezzature adeguate e personale qualificato, perché in gioco vi è il destino dei cittadini siciliani. Casi come quello di Mazara del Vallo, – ha ricordato il deputato – che ha registrato il decesso di un anziano recatosi nella locale area di emergenza, non possono e non debbono più accadere. Su questo faremo barricate ad oltranza”.

Sulla Formazione professionale, poi, oggetto di una corposa attività parlamentare in commissione Lavoro, Lo Sciuto ha voluto rimarcare come dell’annunciata legge di riforma non vi sia ancora traccia e il settore arranca in attesa di una efficace programmazione. “Non c’è alcun riferimento alla Formazione professionale in Finanziaria ed aspettiamo pazientemente una proposta normativa che possa ancorare il sistema al mondo del lavoro, garantendo nel contempo, lo stipendio ogni mese e la garanzia della continuità lavorativa agli operatori”.


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