Lettera aperta del professor Pucci

Lettera aperta a tutti i componenti dell’Università degli Studi di Catania

 

Care Colleghe, cari Colleghi, caro Personale T.A., cari Studenti,

 

avendo presentato la mia candidatura a Rettore dell’Università di Catania, sento il dovere di inviarvi questa lettera per spiegare le motivazioni da cui nasce la mia candidatura e proporvi alcuni punti programmatici.

 

Sono professore ordinario di Fisica della Materia, sono stato presidente del Corso di Laurea in Fisica, direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia e preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Ateneo. Recentemente sono stato il più votato come rappresentante dei docenti al Consiglio di Amministrazione dell’Università. In 42 anni di mia presenza nell’Ateneo ho avuto quindi modo di vivere ed elaborare tutti gli aspetti scientifici, didattici ed organizzativi della vita universitaria.

 

Da tempo pensavo di mettere a disposizione la mia esperienza anche per la carica di Rettore, ma la presentazione della candidatura dei presidi Barbagallo, Pioletti e Recca copriva quasi tutte le aree culturali del nostro Ateneo, per cui ero stato indotto a riconsiderare una mia eventuale candidatura.

 

L’esito, però, della prima votazione mi ha fatto pensare che già dalla seconda votazione potesse venir meno, nella competizione elettorale, la rappresentanza di importanti aree alternative a quella del preside Recca.

 

Mi sono quindi convinto a presentarmi.

 

Questa convinzione si è resa ancor più salda quando lunedì 25 Settembre ho letto sul quotidiano La Sicilia dell’accordo fra il preside Pioletti ed il preside Recca.

 

Credo che il preside Pioletti  abbia sbagliato a dare l’indicazione di far confluire i suoi voti sul preside Recca e spero che egli ritorni sui suoi passi.

 

Quando i tre candidati hanno presentato i loro programmi alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, il preside Recca, parlando per terzo, ha detto che i tre programmi coincidevano, che gli altri due candidati avevano già detto tutto, e che quindi era inutile parlare del programma. Eppure egli aveva da tempo sostenuto l’importanza dei programmi. Allora non è tanto questione di programmi, quanto di credibilità personale nel realizzarli.

 

Ma veniamo all’accordo di programma tra i presidi Pioletti e Recca. Tanti punti sono così generici, che si possono realizzare in qualunque modo, come quello sulla centralità dello studente, ma voglio qui citarne in dettaglio solo uno: “La totale indipendenza dell’Università e del suo Rettore dagli schieramenti politico-partitici”.

 

Ma un candidato, che voglia veramente tenere fuori i partiti dall’Università, non va a parlare con quasi tutti i segretari dei partiti. Per dire cosa? Ti chiedo l’appoggio, ma poi ti terrò fuori? Questa trasversalità non mi convince.

 

Io non ho parlato con alcun segretario di partito e credo quindi di poter garantire l’autonomia e l’indipendenza dell’Università dai partiti politici.

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